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Solari, beauty tech senza compromessi

Clinique UV Solutions

Solari, beauty tech senza compromessi

by Chiara Dainese
15 Giugno 2026

La protezione  solare evolve tra skincare, sostenibilità e innovazione scientifica. I consumatori chiedono formule sempre più efficaci, sensoriali e trasparenti.

Il mercato della protezione solare continua a crescere globalmente, grazie a una maggiore consapevolezza dei consumatori riguardo ai rischi dell’esposizione ai raggi UV e alla domanda crescente di prodotti che combinano protezione, skincare e innovazione. Secondo un Report di Mordor Intelligence il settore suncare è stato valutato a 17,6 miliardi di dollari nel 2025 e si stima che raggiungerà i 19,3 miliardi di dollari nel 2026. Entro il 2031, il mercato potrebbe superare i 30,6 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 9,66% durante il periodo di previsione (2026-2031). Questo sviluppo è guidato dall’interesse per soluzioni reef-safe, ad ampio spettro e con benefici aggiuntivi come idratazione e anti-aging, con un’adozione sempre più diffusa di Spf anche oltre la stagione estiva.  

Tecnologie per la protezione

Questo mercato sta attraversando una vera e propria fase di evoluzione, con l’integrazione delle tecnologie emergenti nel beauty tech che gioca un ruolo fondamentale. Shiseido, in particolare, è pioniera nell’utilizzo di queste innovazioni per ottimizzare le prestazioni dei suoi solari. “Nel 2025, i solari multifunzionali e anti-age rappresentano il 29% del mercato europeo, un segmento in forte crescita, spinto dalla crescente domanda di protezione e skincare integrata – afferma Maria Grazia Perrotti, marketing director di Shiseido Prestige -. Shiseido risponde a questa tendenza sviluppando formule solari avanzate, con una percentuale elevata di ingredienti skincare, che vanno dal 65% all’85% a seconda delle diverse formule”. Shiseido integra tecnologie avanzate in diverse fasi dello sviluppo delle sue formule solari. “In particolare – prosegue Perrotti – usiamo strumenti ispirati al beauty tech per testare l’efficacia del velo protettivo UV e la sua resistenza all’acqua, come ad esempio l’uso di una UV camera. Queste tecnologie ci permettono di condurre analisi avanzate e oggettive, migliorando ulteriormente la qualità e la performance dei nostri prodotti”. Inoltre, Shiseido ha introdotto una formula solare assistita da intelligenza artificiale, un’innovazione assoluta nel settore. “A livello globale, il Gruppo Shiseido ha recentemente lanciato questa grande novità, sviluppata dal nostro reparto R&D, per la prima volta creando una formula solare assistita da intelligenza artificiale, progettata per unire efficacia e tutte le caratteristiche richieste dai consumatori”, aggiunge Perrotti.
Per Babor, il beauty tech passa prima di tutto dalla ricerca scientifica applicata alla formulazione. “Interpretiamo il concetto di beauty tech attraverso un approccio avanzato alla skincare – spiega Peter Gladel, founder di LVB Luxury Cosmetics Distribution -. La nuova linea Solar Defense nasce infatti dall’integrazione di filtri UV di ultima generazione, altamente fotostabili, con ingredienti skincare pensati per andare oltre la semplice protezione solare”. L’innovazione riguarda in particolare lo sviluppo di sistemi ad ampio spettro contro raggi Uva e Uvb, supportati da test conformi agli standard ISO più aggiornati. A questo si aggiunge l’impiego di ingredienti antiossidanti e attivi in grado di sostenere la barriera cutanea, con l’obiettivo di contrastare stress ossidativo, luce blu e aggressioni ambientali. Un ruolo centrale è affidato anche alle texture. “Abbiamo lavorato su formule intelligenti e ultra leggere, come per esempio il Broad Spectrum Hydration Serum Spf 50, capaci di integrarsi nella routine quotidiana senza compromettere layering e performance cosmetica”, prosegue Gladel.
Il beauty tech sta rivoluzionando il settore, perché è proprio il consumatore che cerca prodotti sempre più efficaci, personalizzati e supportati da evidenze scientifiche. “In Rougj – ricorda la CEO Silvia Azzali – crediamo che l’innovazione non riguardi soltanto gli ingredienti, ma l’intera esperienza del prodotto. Stiamo lavorando su nuove tecnologie formulative e sull’integrazione di attivi skincare evoluti per combinare protezione, trattamento e performance in un unico gesto. In particolare guardiamo con grande interesse l’evoluzione dei filtri UV di nuova generazione, che consentono formule sempre più performanti, sensorialmente piacevoli e adatte a un utilizzo quotidiano”. Parallelamente il brand sta implementando lo sviluppo di strumenti digitali e tecnologie data-driven che consentono una maggiore personalizzazione dell’esperienza beauty. “Pensiamo che il futuro della categoria sarà sempre più orientato verso prodotti intelligenti, performanti e capaci di adattarsi ai diversi stili di vita e alle esigenze individuali”, aggiunge Azzali.
Lancaster, brand con la sua lunga esperienza nella scienza del fotoinvecchiamento, sta avanzando invece in un’ottica di ‘hybrid care’, dove la protezione solare incontra la skincare. “Lancaster è il pioniere della scienza del fotoinvecchiamento, forte di decenni di ricerca all’avanguardia nella fotoprotezione, oggi ulteriormente potenziata dalle più avanzate innovazioni di beauty tech”, spiega Lionel Thoreau SVP Prestige Global Brands Skincare Coty Prestige. Con la Full Light Technology in attesa di brevetto, Lancaster è in grado di proteggere la pelle da tutto lo spettro solare. “Le formule si basano sulla Full Light Technology progettata per contrastare l’intero spettro solare, e sulla Air O₂ Technology brevettata, che supporta i naturali meccanismi di riparazione cellulare”, prosegue Thoreau.

Per Australian Gold, il beauty tech passa dall’incontro tra ricerca cosmetica e botanica ad alte performance. “Lavoriamo con formulazioni avanzate e attivi skincare di nuova generazione, tra cui peptidi, acido ialuronico e tecnologie mirate alla stimolazione di collagene, elastina e melanina”, spiega Claudio d’Emilio, amministratore delegato di Euracom.Un elemento distintivo resta l’impiego di estratti botanici di origine australiana, selezionati per la loro capacità di trattenere acqua anche in condizioni climatiche estreme. “Sono ingredienti che contribuiscono a garantire un’idratazione prolungata e che si affiancano ad attivi nutrienti -sottolinea d’Emilio -come la prugna Kakadu, nota per l’elevata concentrazione di vitamina C, e il quandong, pesca australiana che contiene una quantità di vitamina C superiore a quella dell’arancia”.
Per Cantabria Labs Difa Cooper, il beauty tech coincide soprattutto con l’evoluzione scientifica applicata alla dermatologia. “Per noi significa alzare gli standard della fotoprotezione, traducendo la ricerca in soluzioni concrete per la pelle”, spiega l’AD Stefano Fatelli. Un primo ambito riguarda la tecnologia proprietaria Aspa-Fernblock, alla base di Heliocare. “Questa tecnologia permette di superare il concetto tradizionale di SPF, ampliando lo spettro d’azione oltre la sola protezione dai raggi UV”, sottolinea Fatelli. Aspa-Fernblock agisce infatti sulle principali alterazioni cutanee indotte dall’esposizione solare e contribuisce a preservare funzioni biologiche della pelle, comprese quelle legate ai recettori della vitamina D. “L’integrazione con Aspa-Fernblock consente di estendere la protezione anche alla luce visibile, oggi sempre più rilevante in dermatologia -prosegue l’AD -. Il beauty tech, per Cantabria Labs Difa Cooper, coincide quindi con la capacità di tradurre ricerca e innovazione in prodotti ad alto valore aggiunto, in grado di rispondere a una domanda sempre più evoluta e consapevole”, continua Fatelli.
Sul fronte del beauty tech, Lierac interpreta la tecnologia come uno strumento al servizio di un obiettivo preciso: trasformare il solare da semplice atto di protezione a rituale di skincare. “Il primo livello di innovazione è formulativo, con tecnologie di filtraggio avanzato affiancate da attivi anti-age ad alta efficacia, pensati per lavorare in sinergia con la protezione – afferma Andrea Magnaguagno, general manager di Laboratoire Native Italia -. In secondo luogo, Lierac ha sviluppato un’offerta concepita come un rituale completo, dalla preparazione alla protezione fino all’after-sun, in linea con un consumatore che vive la skincare non come un gesto isolato, ma come un percorso consapevole”. E non solo. “La tecnologia più efficace non serve a nulla se il prodotto non viene usato con costanza”, prosegue Magnaguagno. Per questo la gamma solare Sunissime è stata formulata con l’obiettivo di rendere l’applicazione un momento di piacere. 

Spf 365 giorni all’anno

“Con il riscaldamento globale e l’evoluzione degli stili di vita, l’esposizione al sole non è più limitata alla stagione estiva, ma è continua. L’obiettivo di Lancaster è permettere alle persone di vivere all’aria aperta senza compromettere la salute della pelle”, dichiara Thoreau. Lancaster risponde a questa evoluzione con un approccio integrato che va dalla fotoprotezione quotidiana alla riparazione avanzata. “La Full Light Technology, in attesa di brevetto, copre il 100% dello spettro solare, favorendo una rapida riparazione dei danni al Dna causati dai raggi UV”, aggiunge Thoreau.
Per Clinique, la protezione solare è ormai parte integrante della skincare. “La linea UV Solutions risponde a un’evoluzione strutturale della categoria – spiega il marketing manager Dario Veschi – dove il solare non è più un gesto stagionale, ma uno step quotidiano di prevenzione”. Un cambiamento che interessa sempre più anche il mercato europeo e che Clinique interpreta partendo dal proprio dna dermatologico. “UV Solutions è una linea sviluppata da dermatologi, fragrance free, Spf50, testata su pelli sensibili e utilizzabile anche nel contorno occhi”, sottolinea Veschi. Le texture ultra-leggere e a rapido assorbimento sono pensate per integrarsi nella routine quotidiana senza comprometterne comfort o sensorialità. “Parliamo di prodotti che superano il concetto tradizionale di solare: sono veri trattamenti skincare con Spf50”, aggiunge il manager. La linea dialoga inoltre con l’ecosistema del marchio e ne rafforza il proprio posizionamento dermatologico: “Da Moisture Surge per l’idratazione a Even Better per il trattamento delle discromie, fino a Take The Day Off, perché una corretta rimozione dell’Spf è essenziale per preservare il turnover cutaneo. Inoltre è una linea che unisce innovazione, sicurezza clinicamente testata ed educazione del consumatore”, conclude Veschi.
Anche Rougj sta assistendo a un cambiamento importante dove la protezione solare è parte integrante della routine quotidiana di skincare e benessere. “Questo trend – sostiene Silvia Azzali – è particolarmente evidente nelle nuove generazioni, sempre più attente ai temi della prevenzione, del photoaging e della salute della pelle. Per questo motivo Rougj sta evolvendo la propria strategia da una visione stagionale a una logica 365 giorni l’anno. Questo approccio è uno dei motivi che ci sta portando a sviluppare progetti come Head by Rougj, dove la protezione diventa parte di uno stile di vita attivo e non un gesto limitato ai mesi estivi”.
La fotoprotezione rappresenta per BioNike, un mercato strategico, presidiato attraverso innovazione, ricerca formulativa e attenzione all’impatto ambientale. “Le principali sfide sono coniugare esigenze diverse: ottima sensorialità e leggerezza delle texture, massimo rispetto della pelle, filtri performanti ma a basso impatto ambientale, packaging innovativi ma anche pratici e funzionali”, racconta Marianna Granata, marketing & communication director Sodalis. In un mercato molto competitivo anche sul piano della comunicazione, BioNike punta a mantenere correttezza e coerenza nel racconto del prodotto. “Per noi è fondamentale trasmettere i plus della nostra filosofia in modo chiaro e rigoroso e promuovere una nuova concezione di fotoprotezione, integrata nella quotidianità – sottolinea Granata -. La domanda si orienta verso formule sempre più adatte all’uso quotidiano, leggere e piacevoli, ma anche arricchite con attivi multifunzionali capaci di migliorare la qualità della pelle giorno dopo giorno. Cresce inoltre l’interesse per prodotti ad alta specializzazione, in particolare per il viso e per le diverse fasi della vita”.
La direzione del mercato, anche secondo Gladel, è quella di formule multifunzionali, capaci di unire protezione UV, idratazione, supporto alla barriera cutanea e azione anti-age. “La consapevolezza sta crescendo: la protezione solare è fondamentale anche in città e in inverno, soprattutto per contrastare raggi Uva e luce blu”. In questo scenario, Babor punta a trasformare il solare in un trattamento quotidiano, dove efficacia scientifica, esperienza sensoriale e approccio skincare evoluto convivono nello stesso prodotto.
Australian Gold ha anticipato molte delle esigenze oggi centrali nel mercato del solare, proponendo fin dagli esordi un approccio articolato in più fasi. Nato nel 1985, il marchio ha sviluppato tre diverse tipologie di prodotti: cosmetici solari per la preparazione al sole, solari protettivi con Spf e prodotti idratanti pensati per prolungare l’abbronzatura e riequilibrare la pelle. Questa impostazione consente di rispondere a esigenze diverse, con formulazioni mirate in base alla tipologia di pelle e al risultato desiderato. “L’approccio è sempre stato quello di considerare i benefici offerti dal sole, a partire dalla produzione di vitamina D, senza sottovalutarne le controindicazioni. Nel tempo – aggiunge l’AD – l’evoluzione più significativa ha riguardato tecnologia e ricerca scientifica, con nuovi attivi sempre più performanti, complessi più sofisticati e blend sensoriali”. 

Consapevolezza al centro

Il mercato della protezione solare sta evolvendo, spinto da consumatori più attenti alla salute della pelle, alla qualità delle formulazioni e alla credibilità dei marchi. “Il consumatore di oggi è sempre più informato ed esigente”, dichiara Andrea Magnaguagno -. Non cerca semplici promesse, ma efficacia dimostrata e risultati visibili”. Per Lierac, questa evoluzione rappresenta insieme una sfida e un’opportunità. Da un lato cresce la richiesta di prodotti sempre più personalizzati, con texture, formati e livelli di protezione specifici per ogni esigenza; dall’altro diventa centrale la solidità scientifica. I solari Lierac utilizzano filtri di ultima generazione per una protezione ad ampio spettro contro Uva, Uvb, infrarossi e luce blu. “Lierac si distingue nel panorama dermocosmetico per un approccio che unisce protezione, trattamento anti-età ed esperienza sensoriale – continua Magnaguagno – rispondendo anche alla crescente domanda di trasparenza e affidabilità”. Ma non è tutto.
Le aziende devono però confrontarsi anche con un mercato sempre più affollato, dove la competizione passa tanto dall’innovazione quanto dalla capacità di comunicare in modo corretto. Sul fronte competitivo, Arval sceglie una strategia distante dalla rincorsa al claim più visibile o alla promessa più accattivante. “Il mercato dei solari è affollato e molto competitivo, con player forti. Pensare di vincere con rumore o promesse eccessive non è la nostra strada”, afferma Luca Mazzoleni, AD di Arval Cosmetici. La differenziazione del marchio poggia innanzitutto sul know-how storico: “I solari per noi non sono una categoria aggiunta, ma una delle aree in cui abbiamo costruito competenza e reputazione negli anni”, prosegue Mazzoleni. Questo si traduce in formule affidabili, evolute progressivamente, senza la necessità di reinventarsi a ogni stagione.
Il secondo asse è l’equilibrio tra performance e cosmetica. “Un buon solare deve proteggere, ma anche essere utilizzabile ogni giorno”, sottolinea Mazzoleni. Il terzo elemento è la credibilità del marchio: “In un mercato dove tutti dichiarano molto, noi preferiamo dimostrare”. Per Arval, la leadership non si difende con un lancio eclatante, ma attraverso continuità, qualità e fiducia costruita nel tempo. Un principio che, nel comparto solare, assume un peso ancora maggiore: “È un prodotto che non perdona errori”, continua Mazzoleni.
Anche Cantabria Labs Difa Cooper sta affrontando la sfida della consapevolezza riguardo alla protezione solare. “I dati che raccogliamo attraverso l’Osservatorio Heliocare, attivo in Italia e in Europa, sono molto chiari – sottolinea Stefano Fatelli -. Se da un lato quasi il 95% delle persone è consapevole che un’esposizione scorretta al sole può aumentare il rischio di tumori cutanei nel tempo, dall’altro il 56% ha dichiarato di aver avuto scottature e il 14% ha avuto un tumore cutaneo non melanoma”. Fatelli ricorda che questo gap tra conoscenza e comportamento rappresenta la vera sfida del mercato. “Per questo, l’informazione è fondamentale per costruire fiducia. L’Osservatorio Heliocare  ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e migliorare la prevenzione”, aggiunge Fatelli.
In questo scenario, anche il concetto di naturalità insieme alla sicurezza, assume un peso diverso. “Le preferenze dei clienti denotano una crescente consapevolezza sui possibili rischi di un’esposizione al sole senza un’adeguata protezione”, spiega Luigi Bergamaschi, direttore commerciale de L’Erbolario. La sfida, per il marchio, è oggi formulativa e sensoriale insieme. “I prodotti non devono essere soltanto altamente efficaci nella protezione, ma anche dalla texture piacevole e facilmente applicabili”, continua il manager.  A questa evoluzione si affianca una crescente attenzione all’impatto ambientale. “La maggior consapevolezza passa anche per la ricerca di prodotti che abbiano un ridotto impatto sull’ambiente”, aggiunge Bergamaschi. In questa direzione, L’Erbolario non utilizza nei propri solari i filtri ritenuti tra le cause dello sbiancamento dei coralli e riporta sugli imballi la dicitura “conforme al Trattato Coralli Hawaii. Le formule sono inoltre arricchite con estratti vegetali, che aiutano a mantenere l’idratazione e l’elasticità cutanea mentre ci abbronziamo”, sostiene Bergamaschi.
In un mercato in cui il consumatore chiede prove concrete, trasparenza e sicurezza, per BioNike la fiducia passa prima di tutto dalla qualità formulativa. “Per meritarci la fiducia dei consumatori, abbiamo elevato al massimo la qualità dei nostri prodotti”, spiega Marianna Granata. Nei laboratori BioNike è stata sviluppata la tecnologia Pro-Repair 4D, “un sistema filtrante esteso ed esclusivo e un complesso brevettato pensati per offrire una fotoprotezione su quattro dimensioni – racconta Granata – raggi Uva, Uvb, omeostasi cellulare, radicali liberi generati da UV e IR, riparazione del dna, con l’obiettivo di unire fotoprotezione all’avanguardia ad ampio spettro e altissima tollerabilità cutanea. 

La sfida dell’Informazione

“L’informazione non è mai troppa, il problema è che spesso è poco corretta”, spiega Luca Mazzoleni. Per un’azienda come Arval, la sfida è duplice: da un lato garantire standard sempre più elevati di efficacia e sicurezza, dall’altro spiegare con chiarezza cosa c’è davvero dietro a un prodotto solare. “La fiducia non si costruisce con una campagna, ma nel tempo”, sottolinea Mazzoleni, ricordando la presenza del marchio sul mercato da oltre 75 anni. Il lavoro di Arval si basa su tre leve principali. La prima è una formulazione rigorosa, che equilibra protezione, stabilità dei filtri, tollerabilità e piacevolezza d’uso. “Un solare, se non viene usato, non serve”, osserva il manager. La seconda riguarda test e validazione: non solo Spf dichiarato, “ma anche performance reali, fotostabilità e sicurezza cutanea”. La terza leva è la coerenza tra comunicazione e prodotto. “Ciò che viene promesso deve corrispondere a ciò che la formula è in grado di offrire. In un mercato affollato, la fiducia nasce dall’esperienza diretta del consumatore – aggiunge l’AD -. Quando usa il prodotto e vede che funziona davvero, tutto il resto viene dopo”.
Sono proprio i social media sche tanno ridefinendo la percezione della protezione solare, soprattutto tra le generazioni più giovani, spostando l’idea di Spf dal ‘solare da vacanza’ a un gesto quotidiano. Piattaforme come Instagram e TikTok permettono di mostrare in modo autentico texture, assorbimento, compatibilità con skincare e make-up, e layering. La strategia di Clinique punta sulla credibilità dermatologica del brand, collaborando con esperti per spiegare l’importanza dello Spf nella routine quotidiana, rendendo i social non solo strumenti di awareness, ma driver concreti di scelta ed educazione dei consumatori. “Inseriamo i prodotti in contesti di vita reale, in città, durante lo sport, in montagna, nella routine di tutti i giorni, proprio per rafforzare l’idea che la protezione solare non sia un gesto occasionale, ma parte integrante del benessere della pelle. Questo approccio è particolarmente efficace con le nuove generazioni, che cercano prodotti performanti ma semplici da utilizzare e si fidano di contenuti autentici, testati e raccontati in prima persona”, sottolinea Veschi.
Il digitale viene utilizzato anche come strumento di relazione e consulenza. L’Erbolario organizza sessioni di live streaming in cui le beauty expert del marchio offrono consigli su come preparare la pelle all’esposizione solare. A questo si aggiunge il supporto del customer service, formato per rispondere a dubbi e domande specifiche. “Cerchiamo di presidiare diversi touchpoint, anche attraverso i social network, per raggiungere un pubblico più ampio e diffondere consapevolezza su una corretta e piacevole esposizione al sole”, conclude Bergamaschi. 

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