Il beauty retail sta vivendo una fase di profonda trasformazione. In un mercato globale della bellezza stimato a 677 miliardi di dollari nel 2025 e atteso a 864,6 miliardi entro il 2032, la competizione non si gioca più soltanto sulla qualità del prodotto, ma sulla capacità dei brand di costruire esperienze fluide, personalizzate e coerenti tra canali fisici e digitali. Le vendite online superano già il 35% della quota di mercato, mentre l’adozione di AI e realtà aumentata è destinata ad accelerare: il 60% dei brand prevede di ampliare entro il 2026 le funzioni di prova virtuale e personalizzazione basate sull’intelligenza artificiale.
Il negozio, in questo scenario, non perde centralità. Cambia funzione. Da luogo di acquisto diventa spazio di consulenza, relazione e servizio, dove beauty advisor, dispositivi digitali e dati cliente concorrono a costruire percorsi più mirati. Diagnosi della pelle, virtual try-on, specchi connessi, clienteling mobile e programmi loyalty integrati stanno, infatti, ridefinendo la customer experience, rispondendo a consumatori sempre più orientati a routine su misura, trasparenza, sostenibilità e immediatezza.
Per i retailer, la vera sfida oggi è governare questa complessità operativa. La frammentazione dei sistemi IT, la scarsa visibilità delle scorte, il turnover dei consulenti e la complessità dei percorsi omnicanale possono incidere direttamente su conversione, marginalità e soddisfazione del cliente. E nel beauty, dove la disponibilità della tonalità giusta o del prodotto più richiesto può determinare la vendita, l’inventario in tempo reale diventa una leva commerciale.
Come evidenzia la guida dedicata al settore da Cegid, tra i principali fornitori europei di soluzioni cloud per il Retail, il passaggio dall’omnichannel frammentato allo unified commerce richiede data hub centralizzati, architetture API-first e soluzioni SaaS capaci di integrare CRM, ERP, POS, e-commerce, marketplace e strumenti di diagnostica o virtual try-on.
La piattaforma di commercio unificato diventa così l’infrastruttura su cui costruire il nuovo retail beauty. Da un lato consente ai team in store di accedere a storico acquisti, wishlist, stock, promozioni e programmi fedeltà da un unico terminale; dall’altro permette al management di monitorare KPI, performance e allocazione delle scorte con maggiore precisione. La logica è quella di superare i silos: il cliente è unico, indipendentemente dal canale in cui entra in contatto con il brand.
In Italia, un caso significativo è quello de L’Erbolario, che ha adottato Cegid Retail Y2 On Cloud per sostenere il proprio percorso di innovazione digitale e consolidare la strategia omnicanale. L’azienda conta oltre 200 punti vendita monomarca in Italia e all’estero, una rete wholesale di circa 4.500 erboristerie, farmacie e parafarmacie, export in oltre 40 Paesi ed e-commerce attivo dal 2018. La migrazione al cloud ha permesso di alleggerire l’infrastruttura IT, ridurre i costi e concentrare le risorse su attività a maggior valore aggiunto.
Il progetto ha introdotto servizi come Click&Collect ed e-Reservation, che consentono di verificare la disponibilità dei prodotti in tempo reale e ritirarli in negozio in poche ore. L’integrazione tra POS, inventario e CRM abilita percorsi d’acquisto più fluidi, mentre la loyalty si sviluppa sia nei negozi monomarca sia attraverso L’Erbolario Club. In store, Cegid Retail Live Store supporta il personale con strumenti mobile di ‘queue busting’, informazioni aggiornate su prezzi, promozioni, stock e fidelizzazione, aprendo la strada a una gestione sempre più mobile della transazione.
La tecnologia ha avuto un ruolo anche nell’espansione retail del brand, favorendo aperture in contesti complessi come outlet e aeroporti, tra cui il primo negozio L’Erbolario all’interno dell’aeroporto di Torino Caselle. Il percorso è stato accompagnato da change management, formazione, fasi pilota e coinvolgimento dei key user dei punti vendita, con l’obiettivo di rendere la tecnologia uno strumento quotidiano di relazione con il cliente.
Anche Pinalli rappresenta un esempio della crescente centralità dell’omnicanalità nel beauty italiano. La catena, forte di oltre 80 beauty store, una presenza e-commerce consolidata e un’offerta che include profumi, skincare, make-up e hair care di oltre 350 brand, ha scelto Cegid per supportare la gestione omnicanale dei punti vendita e l’evoluzione digitale. Con Cegid Retail Y2 e Store Performance BI, Pinalli può monitorare e ottimizzare i principali KPI di vendita, migliorando l’integrazione tra negozi fisici e online e offrendo un’esperienza d’acquisto più coerente tra i diversi touchpoint.
Non è solo una questione di efficienza – nel beauty, la tecnologia ha valore quando restituisce tempo alla relazione. Mobile POS, clienteling, stock visibility e micro-learning permettono ai consulenti di lavorare con maggiore autonomia, ridurre le attese, personalizzare il consiglio e aggiornarsi più rapidamente su lanci, ingredienti, protocolli e nuove esigenze del consumatore. È una trasformazione che unisce negozio e digitale, ma anche operations, marketing e formazione.
La direzione del mercato è segnata: il beauty retail del futuro sarà integrato, sostenibile e guidato dai dati. L’omnicanalità cessa quindi di essere un servizio accessorio e diventa la condizione per crescere, fidelizzare e scalare. In questo contesto, le piattaforme cloud e API-first diventano un fattore competitivo per i brand che vogliono governare la complessità, proteggere i dati, rendere più efficiente la rete e offrire al cliente un’esperienza realmente continua, dal primo contatto online alla consulenza in negozio.
Uno scenario che vede Cegid protagonista nella costruzione, insieme alle aziende, delle loro ‘routine retail’ orientate al futuro.

