Le trattative per una possibile fusione tra Puig e The Estée Lauder Companies proseguono, ma senza una decisione definitiva. Lo ha confermato l’amministratore delegato José Manuel Albesa durante la presentazione dei risultati del primo trimestre 2026, sottolineando che i colloqui sono ancora in corso e che, allo stato attuale, “non è possibile garantire né il buon esito dell’operazione né le eventuali condizioni”. L’eventuale integrazione darebbe vita a un gruppo con oltre 20 miliardi di dollari (18,4 miliardi di euro) di vendite combinate, destinato a diventare il principale player globale nel segmento beauty premium.
Nel frattempo, Puig ha archiviato un primo trimestre in crescita, con ricavi netti pari a 1,22 miliardi di euro: +0,8% a cambi correnti e +4,7% a parità di perimetro, superando le aspettative del mercato e l’andamento medio del comparto. Il gruppo continua così a sovraperformare il settore da cinque anni consecutivi.
La divisione fragranze e moda, che include marchi come Rabanne, Carolina Herrera e Jean Paul Gaultier, resta centrale, con 897,2 milioni di euro e il 74% del fatturato. In questo ambito si registra un rallentamento nel segmento prestige, mentre continua la crescita a doppia cifra delle fragranze di nicchia. Proprio il segmento niche, con brand come Byredo, Penhaligon’s e L’Artisan Parfumeur, rappresenta una delle principali leve strategiche, con ampi margini di sviluppo soprattutto negli Stati Uniti, dove la presenza distributiva è ancora limitata rispetto ai competitor. La divisione make-up, pari al 14% del business (170,8 milioni di euro), cresce del 9,2%, trainata da Charlotte Tilbury, mentre lo skincare, al 12% del totale, registra vendite per 147,3 milioni (+4,7% like-for-like).
A livello geografico, l’area EMEA raggiunge 643,8 milioni di euro, con consumi più cauti e un impatto negativo dell’1,2% legato alle tensioni in Medio Oriente. Le Americhe crescono del 2% a 428,3 milioni, sostenute da Carolina Herrera e Byredo, nonostante l’effetto sfavorevole dei cambi. L’Asia-Pacifico, infine, segna un progresso organico del 26,1%, pur rappresentando ancora solo l’11% del fatturato complessivo del gruppo.
Per l’intero 2026, Puig conferma la guidanca, prevedendo una crescita superiore al mercato beauty premium, sostenuta dall’innovazione e dalla solidità del portafoglio marchi, senza ricorrere a politiche promozionali aggressive.
Intanto, ELC avrebbe incaricato, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, JPMorgan Chase & Co. di strutturare un pacchetto di finanziamento da circa 5 miliardi di euro per sostenere l’operazione con Puig. La banca d’investimento starebbe coordinando i colloqui con altri istituti di credito per definire la struttura del finanziamento, che potrebbe supportare un’offerta di acquisizione mista, in contanti e azioni, nei confronti di Puig.

