“In questo momento il mercato della nicchia in Italia è sempre un driver internazionale, perché abbiamo una presenza più capillare che negli altri Paesi, almeno dagli anni Sessanta, e di certo livello”. Così Silvio Levi, fondatore e presidente di Calé, racconta a Pitti Fragranze il ruolo strategico dell’Italia nel comparto della profumeria artistica. Un settore che, nonostante la crescente competizione, continua a rinnovarsi e ad attirare nuove generazioni. “Il mercato va bene sicuramente, e un grosso fenomeno che notiamo è la nuova generazione che si interessa alla profumeria artistica”, sottolinea Levi, mettendo in evidenza come il ricambio generazionale rappresenti oggi uno dei motori più rilevanti.
Se marchi consolidati come Creed e Nishane restano punti di riferimento globali, il panorama è caratterizzato da un forte dinamismo. “Stanno uscendo tanti, forse troppi, marchi. Non bisogna però cercare solo la quantità: serve mantenere l’originalità e il contributo culturale che questo settore può dare”, evidenzia Levi. In questo quadro, Pitti Fragranze diventa una piattaforma per scoprire nuove voci e nuove identità.
Dopo qualche anno di assenza, Calé è tornata a Firenze portando un approccio basato sulla ricerca e sviluppo. Infatti Fragranze è stata anche l’occasione per presentare le novità che stanno arricchendo il roster di brand di profumeria artistica in distribuzione, tra cui Frassaï marchio argentino nato tra Buenos Aires a New York e due marchi provenienti dalla Corea del Sud, che hanno fatto il loro esordio a settembre in Italia, Pesade e Saranghaeyo. “Abbiamo individuato due marchi coreani, uno indiano e uno sudamericano perché credo che il merging culturale sia fondamentale. Dopo decenni di predominio francese, dobbiamo cominciare a valorizzare i contenuti di altre culture e altre nazioni”.
Il legame tra creatività e narrazione emerge come elemento distintivo. “Molti marchi puntano sullo storytelling, che può andare dal diario di viaggio di un grande imprenditore o di un fotografo, fino a percorsi più simbolici che riflettono l’equilibrio personale”, racconta Levi. La profumeria di nicchia, quindi, non si limita al prodotto, ma diventa esperienza culturale, capace di unire estetica, emozioni e ricerca di sé. “Abbiamo bisogno di proposte creative, di visioni che aiutino a crescere il settore senza disperderne il valore”, conclude Levi.

