Lush ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale con un fatturato in calo del 5% a 674,5 milioni di sterline (pari a circa 784,74 milioni di euro). L’ebitda è stato negativo per 9,8 milioni di sterline (pari a circa 11,3 milioni di euro), rispetto a un ebitda positivo di 2,1 milioni di sterline nell’esercizio precedente.
Lush gestisce negozi in 50 Paesi e impianti di produzione in 6 Paesi attraverso le sue filiali, le sue associate e i suoi licenziatari. A fine 2024 i punti vendita Lush erano 869 nel mondo. L’attività online del brand continua a crescere e la sua app è arrivata a rappresentare il 29% delle vendite digitali.
“Stiamo aprendo nuovi franchising in Italia e Francia – riporta una nota di Lush – e stiamo lavorando con nuovi partner in India e Indonesia, che dovrebbe aprire nel 2026. Stiamo pensando di aprire 30 punti vendita in queste regioni nel prossimo decennio, così come un’espansione più imminente in Turchia e mercati più piccoli come Panama e Cipro”.
E non è tutto. “Mentre molti dei nostri concorrenti hanno chiuso gran parte dei loro negozi negli ultimi tre anni – prosegue la nota – stiamo mantenendo le nostre posizioni. Per il momento la riapertura in Russia rimane off limits, così come l’espansione nella Cina continentale. Stiamo anche valutando di aprire un hotel Lush con un partner britannico”.

