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Prossima fermata Africa

@Jackie Aina

Prossima fermata Africa

by Chiara Dainese
3 Febbraio 2025

L’intersezione tra urbanizzazione, espansione della classe media e influenza digitale sta trasformando il mercato beauty africano. Per i brand, locali e globali, si apre un’opportunità senza precedenti per creare connessioni autentiche in un mercato in piena evoluzione.

Il mercato della bellezza in Africa sta vivendo una crescita significativa, spinta dall’espansione demografica, dall’urbanizzazione e dall’aumento del potere d’acquisto della classe media. Secondo Statista, nel 2023 il settore ha generato circa 62 miliardi di dollari, con stime che lo vedono raggiungere 83 miliardi di dollari entro il 2028. In particolare, il segmento dei cosmetici è previsto crescere a un tasso del 7,21% tra il 2024 e il 2029, arrivando a un volume di mercato di 12,07 miliardi di dollari nel 2029. Attualmente, il continente ospita oltre 1,4 miliardi di persone, ma si stima che entro il 2050 questa cifra supererà i 2,5 miliardi. Questa crescita demografica porta con sé un aumento del numero di consumatori, in particolare giovani, che rappresentano il segmento più aperto alle tendenze e ai prodotti di bellezza. A questa dinamica si affianca un’urbanizzazione rapida: oltre il 40% della popolazione vive oggi in aree urbane, una percentuale destinata a salire nei prossimi decenni. Metropoli come Lagos, Nairobi, Accra e Johannesburg stanno emergendo come poli economici e culturali, alimentando la diffusione di centri commerciali, saloni di bellezza, piattaforme e-commerce e retailer di cosmetici. Tra i mercati più promettenti ci sono Nigeria, Sudafrica e Kenya. La Nigeria, con oltre 220 milioni di abitanti, è il paese più popoloso del continente e un mercato chiave per l’industria cosmetica. Si prevede che il settore della bellezza nigeriano passi da un valore di 8 miliardi di dollari nel 2023 a 16 miliardi entro il 2028. Il Sudafrica, considerato uno dei mercati più maturi, registra una forte domanda di prodotti per la cura della pelle, dei capelli e cosmetici, con un mercato che crescerà da 3,35 miliardi di dollari nel 2023 a 4,19 miliardi entro il 2028. Anche il Kenya, hub economico dell’Africa orientale, sta assistendo a una crescente domanda di prodotti cosmetici grazie a una popolazione giovane e urbanizzata. “L’Africa non è affatto un continente povero: le persone sono disposte a spendere in cosmetica, sono connesse al web per ottenere informazioni, devono solo essere educate ad un approccio basato sull’efficacia del prodotto – ha sottolineato Yara Mansour, direttore generale della Divisione Prodotti Professionali di L’Oréal Africa -. I marchi internazionali possono svolgere un ruolo chiave in questa evoluzione, ma devono prestare attenzione alla necessità dei consumatori locali e considerare tutte le differenti etnie. Adottare un linguaggio appropriato, con visual specifici e influencer e partner giusti è un fattore chiave per aziende internazionali come L’Oréal”.

GLOBAL VS LOCAL

Secondo dati recenti, la classe media africana sta crescendo, con un aumento del potere d’acquisto e della domanda di beni di consumo, compresi prodotti per la cura personale. I consumatori non cercano solo prodotti funzionali, ma esperienze di bellezza che riflettano identità culturale e modernità. Mentre i marchi internazionali godono di forte attrattiva, sta emergendo un crescente supporto per i brand locali che celebrano l’unicità africana. Questi marchi stanno crescendo proprio grazie a una profonda comprensione delle esigenze dei consumatori locali, a una forte presenza regionale e a strategie di marketing efficaci. Ad esempio, Sivop-Société Ivoirienne de Parfumerie fondata nel 1985 in Costa d’Avorio, è specializzata nella produzione e vendita di prodotti cosmetici e profumi. Con una gamma di circa 1.000 referenze, l’azienda è presente in oltre 25 paesi africani, tra cui Senegal, Togo e Repubblica Democratica del Congo. L’azienda ha anche stabilito partnership con marchi internazionali come Henkel per la produzione e distribuzione di diverse linee cosmetiche in Africa occidentale. Fondata da Tara Fela-Durotoye, House of Tara è una delle prime aziende di cosmetici in Nigeria, offrendo una vasta gamma di prodotti per il trucco e gestendo scuole di make-up nel paese. Nonostante il suo successo, i dati specifici sul fatturato non sono disponibili. Oltre a servire il mercato locale, l’azienda ha ampliato la sua distribuzione a livello internazionale, rendendo i suoi prodotti disponibili in vari paesi al di fuori dell’Africa. Lanciata da Suzie Wokabi, SuzieBeauty è riconosciuta come la prima linea di cosmetici del Kenya, focalizzata su prodotti di alta qualità adatti alle tonalità della pelle africana. Tra i colossi del beauty, L’Oréal ha una presenza significativa in Africa, con una strategia mirata a soddisfare le esigenze specifiche dei consumatori africani e a promuovere la bellezza inclusiva nel continente. Nel 2024, L’Oréal ha celebrato il suo 60° anniversario in Sudafrica, sottolineando il profondo impegno dell’azienda verso la bellezza africana. L’Oréal ha stabilito la sua sede per l’Africa subsahariana a Johannesburg, considerata l’unità più grande del continente. L’azienda ha aperto la sua prima fabbrica in Sudafrica nel 1972, inizialmente situata nel West Rand di Johannesburg e successivamente trasferita a Woodmead. Questa fabbrica produce prodotti non solo per il mercato locale, ma anche per l’esportazione in altre parti del continente e negli Stati Uniti. Per comprendere meglio le esigenze dei consumatori africani, L’Oréal ha investito in un centro di ricerca in Sudafrica, operativo da oltre un decennio. L’azienda dedica il 3% del suo fatturato globale, pari a circa 1,2 miliardi di euro, alla ricerca e sviluppo, concentrandosi su prodotti di bellezza che rispondano a specifiche esigenze locali, come i danni causati dal sole. Inoltre, L’Oréal ha lanciato nel 2019 il programma L’Oréal-UNESCO For Women in Science South African National Young Talents, con l’obiettivo di supportare le giovani scienziate sudafricane e promuovere l’eccellenza scientifica nel paese. Attraverso queste iniziative, L’Oréal continua a rafforzare la sua presenza in Africa, adattando i prodotti alle esigenze locali e promuovendo la sostenibilità e l’inclusività nel settore della bellezza. Anche Unilever è un attore chiave nel mercato africano della bellezza e della cura personale, con una presenza consolidata attraverso marchi noti come Dove, Lifebuoy, Axe e Sunsilk. Questi brand sono parte integrante della strategia ‘Positive Beauty’ di Unilever, che mira a promuovere una bellezza equa, inclusiva e sostenibile per il pianeta. Nel 2023, il segmento Beauty & Wellbeing di Unilever ha registrato una crescita delle vendite sottostanti dell’8,3%, con un incremento del volume del 4,4%. I mercati emergenti, che rappresentano il 58% del fatturato del Gruppo, hanno contribuito con una crescita delle vendite sottostanti dell’8,5%, mentre l’Africa ha registrato una crescita a doppia cifra. Unilever continua a investire in iniziative sostenibili e inclusive nel continente africano, collaborando con comunità locali e promuovendo pratiche commerciali etiche per soddisfare le esigenze dei consumatori africani. Tra queste, spiccano i piani per incrementare l’approvvigionamento locale di ingredienti come il sorbitolo e le spezie, precedentemente importati da India e Cina. Infine, Estée Lauder, sebbene sia un marchio premium, ha guadagnato una clientela fedele nelle principali città africane. Il marchio ha una presenza consolidata in Africa, con una particolare attenzione al mercato sudafricano. In Sudafrica, l’azienda offre una gamma completa di prodotti di bellezza, tra cui skincare, make-up e fragranze, attraverso il suo sito ufficiale e collaborazioni con retailer locali come Edgars, Superbalist e Truworths.

SOCIAL MEDIA DRIVER DI CONSUMO

Piattaforme digitali come Instagram, TikTok e YouTube stanno trasformando il modo in cui i consumatori africani scoprono, scelgono e acquistano prodotti di bellezza. Gli influencer locali, che spaziano da make-up artist a esperti di skincare, creano contenuti che educano e ispirano il pubblico. Ad esempio, tutorial sul make-up per tonalità di pelle scura, recensioni di prodotti naturali o consigli per la cura dei capelli afro attirano milioni di visualizzazioni. Gli influencer in Africa rivestono un ruolo sempre più centrale, influenzando non solo il mercato, ma anche la cultura e le dinamiche sociali. Molti di loro collaborano con brand locali e internazionali, contribuendo a promuovere il consumo di prodotti africani e portando al contempo una visione globale delle potenzialità del continente. Attraverso il loro lavoro, ridefiniscono gli standard di bellezza, celebrando la diversità culturale e rompendo gli stereotipi imposti dai media occidentali. Grazie alla loro influenza, oggi possiamo vedere una rappresentazione più inclusiva di tonalità di pelle diverse, texture di capelli naturali e look che combinano tradizione e modernità. Questi creatori di contenuti non si limitano a parlare di moda o bellezza, ma si fanno portavoce di cause sociali, sensibilizzando su temi fondamentali come i diritti umani, l’empowerment femminile, l’educazione e il cambiamento climatico. Inoltre, la loro presenza sui social media li rende punti di riferimento per i giovani, che li considerano modelli di creatività, successo e innovazione. La loro capacità di connettersi con il pubblico si riflette anche nell’uso della tecnologia per educare e ispirare, avvicinando il continente alla digitalizzazione e all’innovazione. Nonostante queste conquiste, gli influencer africani devono affrontare sfide significative, come la limitata accessibilità a internet in alcune regioni e la necessità di superare stereotipi radicati che spesso riducono l’Africa a una narrazione unidimensionale. Tuttavia, attraverso il loro talento e la loro determinazione, continuano a plasmare il futuro del continente, mostrando al mondo il potenziale inesauribile dell’Africa e delle sue persone. Influencer come Nyane Lebajoa, Mihlali Ndamase e Jackie Aina rappresentano esempi di come queste figure stiano trasformando il panorama sociale e culturale, unendo autenticità, inclusività e innovazione in ogni loro attività. Non è tutto. I social media non sono solo una fonte di ispirazione, ma anche una piattaforma per l’acquisto diretto. Molti marchi, sia locali sia internazionali, stanno integrando funzionalità di e-commerce nei loro profili social, rendendo l’esperienza di acquisto più rapida e accessibile. Questo approccio è particolarmente importante in Africa, dove i canali di distribuzione tradizionali possono essere limitati.

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