Il settore dell’haircare professionale nel 2023 è stato positivo per la maggior parte delle grandi aziende, ma è stata registrata anche qualche performance negativa. È necessario investire per restare competitivi, senza perdere il focus sul consumatore.
Il 2023 per il mercato dell’haircare professionale è stato un anno sostanzialmente positivo, con la maggior parte delle grandi aziende che ha registrato un incremento, spesso a doppia cifra. Non mancano, però, casi di realtà in lieve flessione a riprova di quanto la congiuntura internazionale sia sempre sfidante. È quanto emerge dall’analisi condotta da Pambianco sui fatturati delle principali aziende italiane di haircare (che esclude le filiali delle multinazionali). Nonostante i diversi risultati, tutti concordano, nell’individuare come strategie da perseguire per restare competitivi il servizio al cliente, gli investimenti in innovazione sostenibile e in intelligenza artificiale, oltre a un’espansione basata sulla diversificazione. Sul podio, si consolida in prima posizione Alfa Parf Group con 387 milioni di euro di fatturato, in incremento del 15,5% sul 2022, dei quali 244,5 milioni derivano dall’Haircare professionale, a sua volta in crescita del 19% rispetto ai 204,6 milioni del 2022. I ricavi sono stati generati in Europa e Asia (174,5 milioni, 45,1%), America Latina (147 milioni, 38%) e Stati Uniti (65,5 milioni, 16,9%). L’Ebitda è stato di 82,7 milioni di euro (21,1% dei ricavi) in crescita del 18,8% rispetto ai 69,6 milioni del 2022. Il 2023, per il Gruppo, che stima di raggiungere quota 448 milioni nel 2024, è stato caratterizzato dal prosieguo del percorso di crescita per linee esterne: dopo l’acquisizione nel 2022 di Tricobiotos, che ha rafforzato il suo storico posizionamento nei prodotti per la cura dei capelli, alla fine del 2023 è stato compiuto un deciso passo nel percorso di crescita all’estero acquisendo la divisione professionale di Eugène Perma, gruppo francese specializzato in prodotti haircare. La crescita organica di fatturato è legata all’innovazione prodotto, alla continua espansione del numero di saloni e centri estetici serviti direttamente dalle proprie reti vendita (28 filiali) o dei propri partner distributori (oltre 200) nonché all’espansione della vendita a canali retail selettivi fisici o online, dove i mercati sono maturi.
INVESTIRE E DIVERSIFICARE
Sul podio, in seconda posizione, Davines che ha raggiunto un fatturato di 263 milioni di euro in crescita del 14,2 per cento. Terzo gradino del podio per Pettenon Cosmetics che fa capo ad Agf88 Holding, e ha archiviato l’esercizio con 174,4 milioni di euro (+3,2%). “Nel 2023, l’azienda ha avviato una trasformazione organizzativa e culturale incentrata sulla value creation, la customer centricity, l’innovazione e la sostenibilità, investendo nel capitale umano, nell’automazione per migliorare l’efficienza produttiva e ridurre l’impatto ambientale, oltre che in numerosi altri progetti strategici. Sono stati istituiti comitati dedicati all’innovazione e alla sostenibilità Esg, e avviato un nuovo modello go-to-market orientato alla centralità del cliente – commenta Luigi Ambrosini, CEO di Pettenon Cosmetics -. Grazie a questi investimenti e progetti chiave, insieme a una gestione attenta dei costi, l’Ebitda è passato dal 17% al 20%, evidenziando il successo della strategia adottata”. Sempre nel 2023 la strategia di espansione e diversificazione dell’azienda ha portato a una significativa crescita in numerosi canali e mercati. “L’e-commerce – prosegue Ambrosini – ha giocato un ruolo cruciale, così come il canale Mass Market che ha registrato un incremento del 41%. Anche il canale professionale ha superato le medie del mercato, migliorando il rapporto con i professionisti del settore mediante formazione continua e supporto tecnico. La crescita internazionale è stata sostenuta dall’ingresso in nuovi mercati e dal rafforzamento in quelli esistenti, consolidando così la nostra presenza globale”. L’azienda prevede di chiudere il 2024 in crescita rispetto al 2023 con “una solida profittabilità, nonostante gli ingenti investimenti in corso, mirati a potenziare ulteriormente la struttura aziendale e a migliorare la customer centricity”. L’obiettivo è continuare a consolidare la propria presenza in mercati forti come Francia, Spagna, Polonia e Germania, attraverso campagne di marketing mirate e partnership strategiche. “Oltre a rafforzare la nostra posizione in Europa – anticipa Ambrosini -, puntiamo a espandere la nostra presenza in Nord America e, nel lungo termine, nei mercati emergenti, per migliorare la nostra competitività globale”.
CRESCITA ORGANICA E SOSTENIBILE
Tra gli incrementi più significativi nel 2023 sul 2022 troviamo Landoll con un +17,3% a 30 milioni di euro. “La nostra performance dipende sicuramente dall’aver tenuto in tutti questi anni la barra dritta su valori quali la coerenza e il rispetto verso le persone che credono in noi – dichiara Fabrizio Ascoli, alla guida di Landoll insieme a Paolo Bergami -. È un approccio che ci rende oggi estremamente forti nei confronti dei partner, che ci ha permesso di ottenere buoni risultati, ma che soprattutto ci proietta verso traguardi ancora più importanti e sostenibili per i prossimi anni. Stimiamo, infatti, una crescita costante, organica ma soprattutto sostenibile nel lungo periodo: festeggeremo a breve l’apertura del trentesimo negozio monomarca Nashi. La nostra è una visione di lungo termine finalizzata a costruire un forte valore di marca e senso di appartenenza”. L’azienda è cresciuta organicamente su tutti i comparti: “anche il professionale in Italia, notoriamente statico, ha riscontrato ottime performance con una crescita a doppia cifra – chiosa Ascoli aggiungendo di aver ottenuto le maggiori soddisfazioni nei canali retail diretti (+33% vs 2022) e in Francia (+113%), “dove abbiamo da poco aperto una nostra filiale e dove tra la fine dell’anno e inizio 2025 apriremo il primo flagship”.
SERVIZIO AL CLIENTE, SOSTENIBILITÀ E AI
Guardando al futuro, per restare competitivi il focus, secondo gli intervistati, deve concentrarsi sul servizio al cliente, su una ferrea distribuzione selettiva e una funzionale gestione dei social network. Ma anche sull’innovazione sostenibile e sull’intelligenza artificiale. “Dal nostro punto di vista – afferma Ascoli – è centrale mantenere il focus sulle clienti consumatrici, anche nel settore professionale: oggi gli acconciatori sono in difficoltà per la scarsa disponibilità di collaboratori e l’avvento di internet e dei social, difficili da gestire. Tramite una ferrea distribuzione selettiva che non consente la rivendita al di fuori dei canali autorizzati, specialmente e-commerce selvaggio, tuteliamo gli acconciatori che ci scelgono e motiviamo i loro collaboratori attraverso risultati evidenti. Anche saper gestire i social è un aspetto centrale per i parrucchieri, una sfida che attraverso una formazione mirata riusciamo ad affrontare insieme a loro con risultati eccellenti”. “Le sfide nel settore haircare sono molteplici – afferma Ambrosini – e si concentrano soprattutto su sostenibilità, innovazione, intelligenza artificiale e capacità di adattarsi ai mercati emergenti. Per rimanere competitivi è necessaria una strategia ben definita: è essenziale anticipare i trend di mercato e posizionarsi come partner affidabile, offrendo prodotti di alta qualità, personalizzati e migliorando continuamente il livello di servizio alla clientela”. Pettenon risponde a queste sfide, dunque, puntando su sostenibilità integrata, innovazione e customer centricity. L’azienda sta, infatti, incorporando l’intelligenza artificiale in vari dipartimenti, con l’obiettivo sia di ottimizzare i processi produttivi e decisionali, garantendo maggiore efficienza e flessibilità, sia di ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale.
LE SFIDE CHE ATTENDONO IL SETTORE
L’haircare professionale, che resta di gran lunga la più grande divisione dell’azienda, pesa il 15% dell’haircare mondiale e cresce più rapidamente del totale, ma per approfittare pienamente di questa crescita “servono capacità che le aziende del settore hanno solo parzialmente”, afferma Marco Eula, General Manager Hair & Skin del gruppo AlfaParf Milano. Tra queste, un’offerta di prodotto e servizio adeguata al canale storico professionale (saloni e negozi professionali), ma anche a un universo più B2C sia online con l’e-commerce che offline, dalle profumerie alle farmacie, fino ai department stores. Quest’offerta dovrà il più possibile essere differenziata, inoltre servirà incrementare gli investimenti in comunicazione digital e nel media classico, che dovranno sdoppiarsi tra B2B e B2C. Infine, l’innovazione dovrà accelerare seguendo tendenze, bisogni e evoluzioni ‘regulatory’ sempre più frenetici perché aumenta il coinvolgimento dei consumatori, sempre più informati e appassionati al mondo Beauty. Al tempo stesso, il ruolo degli esperti, parrucchieri in primis, sarà fondamentale per aiutare il consumatore a navigare in un universo in costante evoluzione”.


