L’obiettivo della start-up di prodotti naturali e sostenibili è di proseguire con il trend di crescita del 30% espandendosi sui mercati internazionali e diversificando i canali distributivi anche con l’apertura di flagship store propri e con Sodalis sviluppare ancora di più il canale farmacia.
Nata nel 2018, ha già raggiunto un fatturato di 16 milioni di euro nel 2022: la start-up Goovi, il cui nome deriva da ‘Good vibes company’, intende portare positività nella vita delle persone incoraggiandole ad essere loro stesse e a prendersi cura di sé con prodotti skincare, make-up e integratori ricchi di ingredienti naturali, dalle formule clean e vegan. Il brand, co-fondato da Michelle Hunziker, dopo il lancio in collaborazione con Artsana Group, ha ora Sodalis come partner industriale e Freeda come partner per marketing e comunicazione con i quali punta a proseguire il trend di crescita del 30% attraverso un piano di espansione internazionale e diversificando i canali distributivi anche con l’apertura di flagship store di proprietà.
Com’è nata l’idea di lanciare un marchio di bellezza?
È nato dalla mia volontà di coccolare le donne. Mi sono sempre battuta per i loro diritti finché nel 2007 abbiamo creato la Fondazione Doppia Difesa insieme a Giulia Bongiorno per contrastare violenza, abusi e soprusi. A questo si aggiunge il mio imprinting svizzero legato al rispetto per l’ambiente, alla sostenibilità e al concetto di natura come fonte di ingredienti utili alla prevenzione. Sin da piccola, per me la salute è sempre stata legata alla natura, anche per quanto riguarda skincare e beautycare. Quando, grazie al mio percorso nel mondo dello spettacolo, mi sono creata una mia community di persone incuriosite dal mio lifestyle, ho pensato che sarebbe stato bello condividere, come con degli amici, ciò che io ho imparato. Ho avuto, così, l’idea di creare un brand che avesse il mio modo di pensare: autoironia, colore, ma anche profondità e autenticità per affrontare le sfide della quotidianità con il sorriso. Ho poi cercato un partner per sviluppare il progetto e l’ho trovato in Artsana.
Qual è il brief di sviluppo del progetto?
Per me era molto importante trasmettere il concetto che ‘naturale’ non coincide con ‘noioso’. Non critico un posizionamento understatement, ma prediligo un approccio pop, nel quale mi identifico e che credo renda la proposta più competitiva. Volevo la piacevolezza, ma anche l’effetto wow per l’efficacia. Nei prodotti voglio ingredienti, possibilmente, di origine italiana, per un brand che ha, però, aspirazioni internazionali. La sfida è stata coniugare ingredienti vegan e sostenibili con un’immagine autoironica e colorata. Ho scelto, poi, un naming divertente e inglese pensando alla sua destinazione in quanto brand digitale, community oriented, quindi con la possibilità di internazionalizzarci.
Goovi è un brand inclusivo?
Sì, lo volevo inclusivo, così come sono io. Sono trasversale, pop. Volevo che tutte le persone potessero accedere a dei prodotti naturali buoni ed efficaci. Un’inclusività che riguarda anche il prezzo dei prodotti.
Ora avete come partner Sodalis?
Siamo stati acquisiti dal primo player beauty italiano e ne sono davvero entustiasta perché ci ha dimostrato di credere profondamente nel nostro brand e con loro abbiamo grandi ambizioni di crescita. Io desidero che chi ci rappresenta e sostiene abbia la convinzione che Goovi possa fare grandi numeri.
Quale strategia state portando avanti con Freeda?
Il mercato è molto competitivo e abbiamo capito subito la necessità di affidarci a chi conosce profondamente il mondo digitale e sa come muoversi online. Freeda condivide i nostri valori, con loro abbiamo trovato un’importante sinergia che ha fatto sì che Goovi volasse.
Come è strutturata la vostra distribuzione?
Tra i progetti per il futuro del marchio, c’è la diversificazione dei canali distributivi. Siamo partiti con Artsana dalle farmacie, che ci hanno garantito una grande credibilità, rendendoci conto, post-pandemia, di quanto le persone avessero necessità di occuparsi ancora di più del proprio wellness e della propria salute. Ora, lavoriamo benissimo insieme creando una sinergia tra online e offline, perché se è vero che siamo un brand digitale, con il 72% del fatturato che arriva dall’e-commerce, teniamo però tantissimo anche al retail. Motivo per cui, Goovi si sta estendendo ad altri canali, siamo già presenti ad esempio presso la Rinascente. Goovi è un brand digitale che fonda la sua strategia sull’approccio ‘social first’ che prevede un contatto quotidiano con la propria community, ma è irrinunciabile l’experience del prodotto. Il mio sogno è aprire dei flagship Goovi partendo da Milano.
Obiettivi futuri con Sodalis?
Sviluppare ancora di più il canale farmacia grazie all’esperienza di Sodalis nel settore e andare avanti con il retail. Le nostre tre categorie, integratori, skincare e make-up, hanno in comune una filosofia che voglio far vivere al consumatore in prima persona in negozio.
E per quanto riguarda l’estero?
Dal 2024 il piano di sviluppo per Goovi guarderà fuori dai confini. È allo studio, infatti, un business model che prevede la presenza in ogni Paese di un volto noto locale da associare al brand, così come io rappresento il brand per l’Italia. Serve autenticità, soprattutto quando parli di integratori che vanno ingeriti. I consumatori devono fidarsi della proposta e di chi la rappresenta, serve ‘the face’, non un insieme di influencer o tiktoker.

