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Cosmetica, il pacco è bio ma nudo è anche meglio

Alcuni prodotti 'nudi' di Lush

Packaging cosmetica, il futuro sarà a impatto zero

by Chiara Dainese
2 Settembre 2019

Belli dentro, ma anche fuori. Avere un packaging sostenibile (riciclato o riciclabile) sta diventando un fattore chiave per i prodotti beauty. Il tema da qualche anno è diventato di attualità e l’attenzione verso l’inquinamento dei mari ha portato la questione a livello globale: secondo la Ellen MacArthur Foundation, nel 2050, se si va avanti così, ci sarà più plastica che pesce negli oceani. Infatti, la realtà di oggi è ancora di forte dipendenza dalle materie plastiche: ogni anno vengono prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica a livello mondiale e 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani. E il 70% dei rifiuti dell’industria cosmetica proviene dal packaging. È quanto rivela uno studio di Unilever, che conferma come il settore beauty persista nella scelta di utilizzare molti più imballaggi del dovuto.

“Le confezioni dei prodotti di bellezza – sostiene Stephen Clarke, responsabile della comunicazione TerraCycle Europe (azienda specializzata nella raccolta e nel riciclaggio di rifiuti difficili da riciclare) – sono spesso composte da una grande varietà di materiali. Ad esempio vetro, cartone, schiuma di plastica espansa e altro ancora sono utilizzati per il confezionamento dei cosmetici. A volte tutti in un unico prodotto. I prodotti di bellezza e gli imballaggi più comuni contribuiscono al crescente problema mondiale dei rifiuti di plastica. Senza adeguate soluzioni di recupero, molti di questi rifiuti finiscono negli oceani e nei corsi d’acqua causando notevoli danni ambientali”.

Fortunatamente sono sempre più numerosi i brand che oggi privilegiano il vetro, i flaconi ricaricabili, le plastiche riciclabili, riciclate o di origine vegetale (a base di residui di canna da zucchero o amido di patate). Ma non solo. I prodotti ‘naked’ (nudi)  sono creazioni proposte per sensibilizzare verso un acquisto etico che possa tutelare l’ambiente e ridurre gli sprechi. E anche alcune maison del lusso rispondono con decisione al richiamo green. Chanel Parfum Beauté infatti ha da poco acquisito una partecipazione nella start-up finlandese Sulapac, che produce bioplastiche e biopackaging e il colosso della bellezza L’Oréal ha deciso di investire nelle bioplastiche con una quota di minoranza in Carbios.

L’articolo completo è pubblicato sul magazine Pambianco Beauty N°4 di settembre 2019.

 

 

 

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