Grazie a una strategia ‘consumer centric’ e omnicanale Miamo ha raggiunto l’obiettivo di fatturato prefissato quattro anni fa e mira ora a crescere ulteriormente, puntando su innovazione ed espansione all’estero, con un focus su e-commerce e formazione.
Dopo aver chiuso il 2025 a 53 milioni di euro di fatturato, Miamo può affermare di avere centrato l’obiettivo che si era prefissato quattro anni fa, quando calcò per la prima volta il palco di Palazzo Mezzanotte per il Pambianco Beauty Summit. Un traguardo che racconta tutto ciò che c’è dietro i numeri: una promessa con il consumatore sempre al centro delle strategie dell’azienda e una grande organizzazione fatta di circa 200 persone tra dipendenti e collaboratori tra Milano e Napoli. A raccontarlo è Giovanni D’Antonio, CEO e Co-Founder di Miamo.
Quali sono le vostre strategie tra Italia ed estero?
In Italia siamo presenti sia nel canale farmacia, per noi prioritario, sia attraverso il nostro sito di e-commerce che lo scorso anno ha raggiunto quasi 15 milioni di euro di fatturato e che pesa circa il 30% del nostro fatturato globale. La nostra presenza multicanale si prefigge di andare incontro alle esigenze del consumatore che sta evolvendo e a un mercato che richiede sempre più l’omnicanalità. Ormai il nostro sito è diventato una vera e propria ‘azienda nell’azienda: svolgiamo tutto internamente e con la ‘talent acquisition’ attraiamo i migliori professionisti sul mercato in grado di aiutarci a sviluppare il business. Per quanto riguarda l’estero, pesa circa il 5 per cento ma lo stiamo sviluppando: abbiamo infatti iniziato il nostro percorso di internazionalizzazione approcciando Svizzera, nel primo quadrimestre di quest’anno, e Uk, l’altro mercato di riferimento sul quale puntiamo. Ogni mercato ha la sua strategia go-to-market, il suo timing e i suoi canali distributivi. Vogliamo muoverci a piccoli passi, ma soprattutto avere un presidio diretto sul mercato. Quindi, così come in Italia non facciamo distribuzione intermedia ma andiamo direct-to-consumer, sia nel caso del B2B con le farmacie che nel B2C con i nostri clienti online, anche all’estero ci stiamo muovendo nello stesso modo. In Svizzera abbiamo creato una filiale totalmente presidiata da noi con la quale stiamo andando ad aggredire il mercato, chiaramente in partnership con grosse catene di distribuzione farmaceutica.
La vostra filosofia di gestione diretta si applica anche alla produzione?
Internamente ci occupiamo della gestione, mentre la produzione avviene in contoterzismo secondo le nostre indicazioni in termini di formulazione. Mia sorella, che è co-founder dell’azienda, insieme a mia madre si occupa della parte di sviluppo prodotto, ricerca scientifica e R&D. Scegliamo con quali partner sviluppare i prodotti, sia in Italia che all’estero, a seconda di dove si trovi la tecnologia migliore per ogni specifica proposta, per raggiungere gli obiettivi. Ad esempio, in Corea produciamo i prodotti che fanno da ponte tra cosmetica e make-up, negli Usa lavoriamo sulle specificità frutto di ricerca scientifica avanzata, in Italia sui solari.
Quali sono le vostre strategie nel canale e-commerce?
Di questa parte, che ha vissuto uno switch nel post Covid, si occupa mia sorella che è anche brand ambassador. Lei è maestra nel saper comunicare al consumatore finale il prodotto giusto da utilizzare, ma soprattutto riesce a creare una relazione di fiducia con i consumatori per la sua capacità di comunicare le caratteristiche delle proposte e la scientificità che sta alla base. La vendita del prodotto non è la sua priorità, lo è dare il consiglio giusto per risolvere le diverse problematiche. Con questo patto con il consumatore il processo non può che essere vincente. Basti pensare che per assistere alle sue dirette sui social si collegano online più di 1.500 persone. Tra i social più rilevanti per noi figurano Instagram e TikTok, anche grazie a TikTok Shop.
Il farmacista cosa pensa di questo rapporto che instaurate?
Il nostro obiettivo non è sottrarre quote di mercato ai clienti. Avendo una distribuzione diretta controlliamo l’intera filiera e questo ci permette di tutelare il brand. Aspetto di cui i farmacisti sono molto felici. Il nostro obiettivo è riportare il cliente in farmacia e per farlo lavoriamo molto sulla parte di ricerca, con le masterclass e nella formazione dei farmacisti che devono conoscere la funzionalità dei nostri prodotti per saperli consigliare ai consumatori in base alle diverse problematiche. Infatti, il nostro prodotto è basato su un sistema di protocolli, quindi per noi è fondamentale il consiglio, la consulenza del professionista. Chiaro è, però, che oggi il cliente è omnicanale, quindi dobbiamo intercettarlo in tutti i contact point. La nostra community di Miamo Lovers oggi è arrivata a quasi 350 mila iscritti e ci supporta in modi diversi, ad esempio segnalandoci quando un nostro prodotto viene venduto fuori canale oppure quando a una farmacia manca una nostra referenza. Lavoriamo in simbiosi con i nostri clienti a 360°.
Quali saranno le vostre prossime sfide?
Guardando alle sfide future del mercato, la prima sarà sicuramente l’iper-personalizzazione. Stiamo lavorando a un progetto importante, del quale non possiamo ancora anticipare nulla. Posso solo dire che porterà l’azienda a effettuare un importante salto di qualità.
I nostri obiettivi sono molto sfidanti, quest’anno abbiamo a target 65 milioni di euro, con il nostro solito tasso di crescita di circa il 40% Cagr. Come Holding Limitless l’obiettivo è di arrivare ai 200 milioni entro il 2032, anno in cui compiremo vent’anni di storia del brand Miamo. Per farlo valuteremo qualche partnership strategica, soprattutto per l’estero.

