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L’Oréal Italia, saloni in piena evoluzione

Marco Vasario

L’Oréal Italia, saloni in piena evoluzione

by Chiara Dainese
15 Giugno 2026

Il mercato dei parrucchieri in Italia, sta affrontando un periodo di transizione. Il settore si sta adattando alle nuove esigenze dei consumatori, puntando su tecnologie avanzate, diagnosi personalizzate e strategie omnicanale.

Il mercato del beauty professionale in Italia è uno dei più grandi e solidi d’Europa, con un fatturato che supera i 6 miliardi di euro e un’incredibile presenza di saloni che accolgono milioni di visitatori ogni mese. Tuttavia, le sfide non sono mancate, soprattutto durante la pandemia. Marco Vasario, Direttore Generale Divisione Prodotti Professionali di L’Oréal Italia,  offre uno spunto sullo stato attuale del settore e sulle strategie messe in atto per affrontare il cambiamento, che passano dalla digitalizzazione alla personalizzazione del servizio.

Qual è il quadro attuale del settore professionale e come sta evolvendo il mercato?
Il mercato del beauty professionale in Italia è enorme e solido. Parliamo di oltre 6 miliardi di euro di fatturato e di circa 90mila saloni, che rappresentano una parte fondamentale del nostro business. La pandemia ha sicuramente avuto un impatto, ma oggi il settore ha trovato un punto di equilibrio. Sebbene non abbiamo ancora recuperato il numero di visite pre-pandemia, il mercato continua a crescere grazie al valore che ogni visita porta con sé. Questo è un mercato che continua a evolversi in modo particolare, con una crescente attenzione alla personalizzazione dei servizi offerti.

Come sta cambiando la figura del parrucchiere italiano?
La metà dei saloni sono piccole realtà, molte delle quali sono società individuali o con pochi collaboratori. Questo significa che quando pensiamo a come raggiungere i consumatori, dobbiamo farlo attraverso una distribuzione molto ampia. Inoltre, il consumatore sta cambiando e le sue esigenze stanno evolvendo. Oggi, le donne cercano prodotti personalizzati per i propri capelli. Ad esempio, solo un terzo delle donne oggi dice di avere i capelli naturali, un numero che cinque anni fa era molto più alto. La richiesta di soluzioni più personalizzate e di qualità è in aumento, e i parrucchieri devono adattarsi a questa esigenza.

Parlando di digitalizzazione, come si sta adattando il settore a queste nuove tecnologie?
La digitalizzazione sta diventando fondamentale, ma va vista come un’aggiunta all’esperienza artigianale del parrucchiere, non come una sua sostituzione. La tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, può elevare l’abilità artigianale del parrucchiere, aiutandolo a fare diagnosi più precise e a proporre soluzioni personalizzate. Ad esempio, stiamo utilizzando una microcamera che, con l’aiuto dell’AI, analizza lo stato del capello e del cuoio capelluto, restituendo informazioni precise che permettono di formulare un trattamento su misura. In soli 90 secondi, il parrucchiere può fare una diagnosi avanzata, basata sul microbioma e sulle condizioni specifiche dei capelli.

Come si sta inserendo L’Oréal in questo contesto di evoluzione tecnologica?
L’Oréal sta investendo molto nel supporto alla formazione e all’adozione di queste nuove tecnologie da parte dei parrucchieri. Più di mille saloni in Italia utilizzano già i nostri strumenti di diagnosi avanzata e la nostra intenzione è di espandere ulteriormente questa rete. Questi strumenti sono un vero ‘game changer’, in grado di aumentare notevolmente il business dei saloni, migliorando l’esperienza del consumatore e facendo crescere la fedeltà. Inoltre, grazie alla digitalizzazione, stiamo sviluppando sistemi chiave in mano per permettere ai parrucchieri di gestire i propri contenuti online e mantenere il contatto con i consumatori anche tra una visita e l’altra.

Cosa chiedono i consumatori oggi? Quali sono i prodotti più richiesti?
Oggi, i consumatori sono molto più attenti alla salute dei loro capelli, soprattutto in relazione agli effetti dell’inquinamento e delle colorazioni. C’è una crescente domanda di prodotti per il recupero del capello danneggiato. Ma non solo, stiamo vedendo anche un trend legato alla ‘skinification’ dei capelli, ovvero l’applicazione dei principi utilizzati nella cura della pelle all’industria capillare. In questo senso, abbiamo appena lanciato una linea con Kérastase, focalizzata sull’invecchiamento dei capelli, un concetto nuovo che si basa sul mantenimento dell’elasticità e della brillantezza del capello nel tempo.

Parlando di cross-selling, come state integrando i diversi canali distributivi?
Il concetto di omnicanalità è fondamentale. Oggi, una consumatrice può trovare prodotti professionali dal parrucchiere, acquistarli online e utilizzarli a casa. Non esiste più una separazione netta tra i canali. L’Oréal Italia ha abbracciato questa filosofia, lavorando su una strategia che combina il valore del salone con la possibilità di acquistare online o in altri punti vendita. Il nostro obiettivo è continuare a sfruttare questa connessione tra i diversi canali, senza mai perdere di vista il valore del servizio personalizzato che il parrucchiere può offrire.

In Italia, il settore dei parrucchieri è noto per la sua frammentazione. C’è una tendenza verso la creazione di gruppi o catene di saloni, come accade in altri Paesi?
In Italia, la creazione di catene o gruppi di saloni non sta accelerando come in altri Paesi europei. La maggior parte dei parrucchieri preferisce mantenere la propria indipendenza. Tuttavia, vediamo che alcune catene stanno emergendo, anche se il loro peso nella filiera resta limitato rispetto ad altri Paesi. In ogni caso, credo che il futuro sia nelle mani di chi riesce a portare valore, offrendo formazione, innovazione e modelli di business che possano davvero fare la differenza. 

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