Labomar chiude il bilancio consolidato 2025 con ricavi pro forma pari a 135 milioni di euro, in crescita del 34% rispetto ai 101 milioni del 2024, e un ebitda adjusted pro forma in aumento a 27 milioni di euro. La performance, riporta il comunicato ufficiale, riflette il consolidamento di un modello industriale integrato CDMO costruito attraverso acquisizioni complementari e progressivamente integrate in un’unica piattaforma operativa.
Il Gruppo presidia l’intera catena del valore nel Contract Development and Manufacturing Organization: dalla ricerca e sviluppo delle formulazioni alla produzione di estratti vegetali, dalla manifattura nutraceutica fino alla distribuzione in mercati regolati, con capacità produttive tra Italia, Canada, Spagna e Finlandia e attività nei segmenti integratori alimentari, dispositivi medici e cosmetica funzionale.
Nel corso del 2025 ha contribuito al rafforzamento del perimetro anche l’integrazione di Pharmia Holding Oy, completata a ottobre, che ha ampliato il presidio nei probiotici e consolidato la presenza nei mercati nordici e baltici.
Il 60% del fatturato è stato generato all’estero, con una base clienti che supera le 300 realtà a livello globale. Il Gruppo ha rafforzato la presenza internazionale in Europa e Nord America, avviando inoltre contatti in Asia, in particolare in Cina, Vietnam e India, anche attraverso la partecipazione a fiere di settore. L’organico sale a 561 dipendenti (+16,4%), mentre gli stabilimenti produttivi sono 8. La capacità industriale comprende 40 milioni di unità nutraceutiche, 5 milioni di confezioni di softgel e 23 milioni di unità di dispositivi medici topici, oltre alla gestione di 86.000 kg di materie prime lungo la filiera.
Sul fronte R&S, il Gruppo conta 34 professionisti attivi in cinque laboratori tra Italia e Europa, con un portafoglio di 20 brevetti e oltre 50 dossier per dispositivi medici. La divisione regolatorio, composta da 11 specialisti, supporta le attività di compliance nei mercati internazionali e nella gestione dei fascicoli tecnici secondo MDR europeo.
Tra gli investimenti strategici, il piano triennale da 10 milioni di euro in Ricerca & Sviluppo e il nuovo polo logistico L6 di Istrana (Treviso), da 7mila metri quadrati, che ha raddoppiato la capacità di stoccaggio e migliorato l’efficienza energetica grazie a un impianto fotovoltaico in grado di coprire oltre l’80% del fabbisogno del sito.
Sul fronte industriale, lo stabilimento di Orvieto è stato ampliato con un investimento da 4,5 milioni di euro, mentre in Canada è stata estesa la superficie produttiva di 1.400 metri quadrati per incrementare capacità e tecnologie.
Nel corso dell’anno è stata inoltre completata un’emissione obbligazionaria da 120 milioni di euro sottoscritta da Tikehau Capital, a sostegno del piano di crescita organica e per linee esterne.
“Il 2025 ha rappresentato un anno di consolidamento e integrazione”, ha commentato Walter Bertin, fondatore e amministratore delegato di Labomar. “Il modello CDMO europeo è oggi operativo in modo integrato e riconosciuto a livello internazionale lungo l’intera catena del valore”.

