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Filiali beauty, Italia mercato in corsa

Heliocare

Filiali beauty, Italia mercato in corsa

by Chiara Dainese
13 Aprile 2026

Il canale farmacia si conferma strategico per le le filiali estere che continuano ad espandersi in Italia, spinte da consumatori sempre più informati e dalla centralità della consulenza qualificata. L’analisi sui fatturati 2025 realizzata da Pambianco mostra risultati positivi.

Il mercato della bellezza in Italia continua a crescere, con la farmacia che si conferma un canale sempre più strategico non solo per la vendita, ma anche per la consulenza qualificata al consumatore. In questo contesto, le filiali italiane delle multinazionali della cosmesi svolgono un ruolo centrale nel presidiare il mercato, portando innovazione, ricerca scientifica e brand internazionali all’interno del canale farmacia. Dall’analisi sui fatturati 2025 delle top 5 filiali realizzata da Pambianco emerge un quadro complessivamente positivo con due delle cinque società prese in esame che hanno chiuso l’esercizio registrando crescite a doppia cifra. Dinamiche che evidenziano come le filiali delle multinazionali continuino a rafforzare la propria presenza nel mercato italiano, anche se con performance differenti rispetto alle aziende cosmetiche made in Italy. L’Italia rappresenta infatti un mercato chiave per questi gruppi grazie alla forte cultura della cura della pelle e alla crescente attenzione dei consumatori verso prodotti efficaci e scientificamente validati. In questo scenario, la farmacia resta un presidio fondamentale per lo sviluppo del settore, grazie alla fiducia dei consumatori e al valore della consulenza professionale.

Top 5 col camice

In testa alla classifica delle filiali 2025 troviamo Perrigo Italia, che lo scorso esercizio ha messo a segno vendite nette che si attestano a circa 96 milioni di euro. Skin & Personal Care è la divisione più ricca e ha in portafoglio gli shampoo RestivOil e i solari Angstrom, ma anche l’antizanzare più usato dai viaggiatori, Jungle Formula e molti brand per la cura della pelle come Bio-Oil, Sebamed e Lactacyd. “Relativamente al 2025 – sostiene Michele Albero market lead e general manager Italy&Greece di Perrigo Italia – l’anno si è chiuso con un leggero calo del fatturato rispetto al 2024 (-1%), principalmente a causa dell’andamento sfavorevole dei mercati nella seconda metà dell’anno. Nonostante questo scenario complesso, i nostri marchi di punta sono riusciti a crescere o mantenere le proprie quote di mercato. Guardando al 2026, Perrigo Italia si propone di consolidare ulteriormente le quote di mercato dei brand chiave e prevede una ripresa dei mercati a partire dalla seconda metà dell’anno, dato che i primi mesi seguono il trend negativo della fine del 2025”. Scorrendo la top 5, troviamo Cantabria Labs Difa Cooper, che si posiziona al secondo posto con un fatturato di 62 milioni di euro, in netta crescita (+10,5%) rispetto ai 56 milioni del 2024. “Per il 2026 – sottolinea Stefano Fatelli, AD di Cantabria Labs Difa Cooper – puntiamo a raggiungere circa 68 milioni di euro, confermando un ritmo di crescita intorno al 10%, in linea con il percorso costante degli ultimi dieci anni e superiore a quello del mercato, che oggi cresce intorno al 3%. La crescita resta equilibrata su tutte le nostre piattaforme, dermocosmetici, integratori, dispositivi medici e farmaci, e sarà sostenuta anche da nuovi lanci nel 2026 sia in termini di ingredienti sia di molecole, che rafforzeranno ulteriormente l’attenzione e la fiducia di dermatologi e farmacisti, e, di conseguenza, anche del consumatore. Manteniamo inoltre una marginalità solida, con un ebitda intorno al 19%, che ci consente di continuare a investire in ricerca, innovazione e sviluppo, garantendo una crescita sostenibile nel lungo periodo”. Sul terzo gradino del podio, c’è Laboratoire Native Italia, che ha archiviato l’esercizio 2025 con un fatturato di 36 milioni di euro, in aumento del 2 per cento. “Il 2025 si è chiuso in linea con il nostro piano di rilancio triennale – afferma Andrea Magnaguagno, general manager di Laboratoire Native Italia – crescita a valore nel canale farmacia e miglioramento della redditività, in un mercato cosmetico che in Italia continua a espandersi. Per il 2026 l’obiettivo è compiere un ulteriore passo avanti: aumentare il sell-out medio per farmacia, consolidare il riposizionamento di Lierac e Phyto Paris e continuare a investire in innovazione e sostenibilità lungo tutta la filiera, che per noi non sono un progetto, ma il nostro modo di fare business”. Segue Laboratoires Filorga Cosmétiques Italia, la maison francese di alta-cosmetica parte della divisione Skin-Health del Gruppo Colgate-Palmolive, con un turnover nel mercato italiano di 27 milioni di euro. Nella top five, Laboratoire SVR Italia si aggiudica la quinta posizione con un fatturato di 29 milioni di euro e una crescita del 28,3 per cento. “SVR Italia – dichiara Annalisa Corbia general manager della filiale italiana – si distingue come uno dei protagonisti del comparto, con una crescita di circa il 30% del fatturato e oltre 400 nuove aperture nel 2025, registrando la miglior performance sell out della categoria. Un risultato che assume ancora più valore in un mercato che, in alcuni momenti, ha mostrato segnali di rallentamento”.

Futuro tra crescita e innovazione

Per quanto riguarda le strategie di crescita, il percorso di Perrigo Italia si sviluppa su tre direttrici fondamentali: razionalizzazione del portfolio e degli investimenti, consolidamento delle partnership strategiche e innovazione. “Da due anni, la crescita dei nostri brand prioritari sta guidando i risultati dell’azienda continua  Albero -. Nel 2026 puntiamo a dare ulteriore impulso a questi marchi grazie anche alle novità in arrivo, così da raggiungere gli obiettivi annuali. Le partnership strategiche con i principali player della distribuzione, sia in farmacia che nel canale retail ed e-commerce, ci permettono di lavorare in modo sinergico e di mettere sempre più al centro i nostri consumatori, offrendo messaggi coerenti ed esperienze positive”. Per Cantabria Labs Difa Cooper la crescita è supportata da una solidità scientifica e si basa su un ecosistema sanitario integrato. Fatelli sostiene infatti che la credibilità dell’azienda si fonda su un approccio rigorosamente “evidence-based”, continuando a investire in studi clinici per consolidare il valore scientifico delle soluzioni offerte. “La nostra credibilità si fonda su un approccio rigorosamente evidence-based – sottolinea Fatelli – continuiamo a rafforzare il supporto alla comunità dermatologica e a investire in studi clinici, in Italia e a livello internazionale, per consolidare il valore scientifico delle nostre soluzioni, indipendentemente dalla categoria di prodotto”. Anche Laboratoire Native Italia investe costantemente in ricerca scientifica per garantire che i suoi prodotti siano basati su solide evidenze, rispondendo alle necessità reali dei consumatori. “La nostra azienda – afferma Magnaguagno – investe costantemente in ricerca scientifica per garantire che i nostri prodotti siano basati su evidenze solide, in grado di rispondere alle necessità reali dei consumatori, con una qualità che non lascia spazio a compromessi. “La diagnosi cutanea digitale, l’integrazione di strumenti di analisi e l’AI permetteranno protocolli sempre più mirati – ricorda Corbia -. La farmacia evolverà verso un ruolo consulenziale altamente qualificato”. SVR sta preparando il futuro con il progetto nazionale di beauty advisor in farmacia, previsto per il 2026, per supportare la consulenza dermocosmetica, rafforzare la relazione con i consumatori e sostenere il sell-out. Il confine tra trattamento dermatologico e dermocosmesi si assottiglierà, con SVR che continua a lavorare su “formule ad alta concentrazione di attivi, sviluppate con dermatologi”. La sostenibilità non sarà più un elemento accessorio, ma un requisito imprescindibile per la scelta di un cosmetico. Per SVR, significa lavorare su formulazioni più essenziali, packaging ottimizzati e una filiera responsabile, senza compromettere la performance dermatologica. Il consumatore cerca un’esperienza, non solo un prodotto, ma un modo di sentirsi utilizzandolo”, conclude Corbia.

Centralità del dermatologo

“Le strategie per continuare a crescere si basano su due pilastri – riporta Fatelli -. Il primo è la centralità della dermatologia e del dermatologo, guidata dalla ricerca. Continuiamo a investire in modo significativo in questo ambito, mettendo il dermatologo al centro del nostro approccio. Questo si traduce nel rafforzamento della ricerca su tutte le nostre piattaforme, farmaci, dermocosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici, attraverso due linee complementari e integrate: da un lato la ricerca medicale, dall’altro quella dermocosmetica e preventiva”, prosegue Fatelli. Anche Laboratoire Native Italia crede fermamente che i farmacisti siano i veri ambasciatori del brand e svolgano un ruolo fondamentale nel guidare il consumatore verso le soluzioni più adatte alle sue esigenze. L’azienda investe nella formazione continua dei farmacisti, affinché possano essere sempre aggiornati e pronti a offrire consulenze di alta qualità. “Investiamo nella formazione continua dei farmacisti, che sono i primi a entrare in contatto con i consumatori e, di conseguenza, hanno un impatto diretto sulla loro scelta di acquisto. Creare una relazione di fiducia tra farmacista e cliente è fondamentale, ed è per questo che vogliamo che i farmacisti diventino non solo venditori, ma consulenti esperti, pronti a guidare i consumatori verso le soluzioni più adatte alle loro esigenze”, sottolinea Magnaguagno. Parallelamente, Cantabria Labs sta sviluppando un progetto strutturato di dermatologia in farmacia per rafforzare la cultura dermatologica tra farmacisti e altri professionisti della salute. Fatelli conclude con un’importante riflessione sul ruolo chiave del dermatologo nel panorama sanitario: “La centralità del dermatologo resta un punto fermo – ricorda Fatelli – ma riteniamo fondamentale che l’intero ecosistema sanitario sia sempre più preparato e allineato nel supportare i pazienti, in coerenza con le indicazioni specialistiche”.

Un consumatore in trasformazione

“Oggi i consumatori sono più informati, consapevoli ed esigenti. Cercano formule ad alta concentrazione di attivi, efficacia clinicamente dimostrata e un razionale scientifico chiaro”, afferma Annalisa Corbia. Questo nuovo tipo di consumatore è sempre più attento alla sicurezza formulativa, in particolare riguardo ai perturbatori endocrini. “Chiedono trasparenza e dati oggettivi. Come SVR, riteniamo fondamentale una comunicazione responsabile, investendo in cultura ed educazione, rendendo la farmacia un luogo di informazione qualificata e non solo di vendita”, aggiunge Corbia. La percezione della dermatologia sta cambiando: “Alla solidità scientifica, che è nel Dna del brand, abbiamo aggiunto sensorialità, colore e piacere d’uso. È nata una dermatologia positiva, che fa sentire le persone bene nella propria pelle. Il linguaggio diretto e inclusivo, il forte investimento digitale, ha portato al raddoppio dei follower in un anno, e una presenza sempre più attiva sul territorio con eventi ed esperienze phygital”, sottolinea Corbia. L’omnicanalità è ormai un dato di fatto. “Il digitale influenza il percorso d’acquisto, ma la farmacia resta il luogo della consulenza e della credibilità scientifica. Questo equilibrio rappresenta uno dei punti di forza del mercato italiano e SVR lavora per rafforzarlo, valorizzando il ruolo consulenziale del farmacista”, conclude Corbia.Anche per Laboratoire Native Italia una delle direttrici per lo sviluppo è seguire un modello di omnicanalità controllata, che integra in modo fluido il canale fisico e quello digitale. L’azienda è convinta che la farmacia debba evolversi da semplice punto di vendita a un vero e proprio hub di consulenza e supporto. Laboratoire Native Italia cerca di sfruttare il meglio di entrambi i mondi, creando un’esperienza che unisca la forza del digitale con la consulenza diretta in farmacia. “La farmacia sta cambiando, e noi crediamo che debba essere sempre più un punto di riferimento per l’educazione alla cura della pelle, offrendo un supporto informato e competente. Con il nostro approccio omnicanale, cerchiamo di integrare la forza del digitale con la consulenza diretta in farmacia, creando così un’esperienza che risponda alle esigenze del consumatore moderno”, afferma Magnaguagno.

L’impatto dei social 

Un altro cambiamento importante riguarda la crescente rilevanza dei giovani nel mercato della dermocosmesi. Le nuove generazioni, più informate e attente agli ingredienti e alla scientificità dei prodotti, si rivolgono sempre più alla farmacia come punto di riferimento per la salute della pelle. Tuttavia, prima di entrare in farmacia, questi consumatori si informano online, sui social media e attraverso influencer. “Oggi il canale farmacia è senza dubbio la destinazione di riferimento per chi cerca cura e benessere per la pelle, soprattutto per le nuove generazioni che si avvicinano alla dermocosmesi – sottolinea Stefano Fatelli di Cantabria Labs Difa Cooper – consumatori informati, attenti agli ingredienti, sensibili alla prevenzione e alla credibilità scientifica dei brand”. Cantabria Labs usa i social media per educare e costruire relazioni durature con i consumatori, evitando di essere solo una vetrina promozionale. “La nostra comunicazione digitale parte da un presupposto chiaro: Cantabria Labs Difa Cooper è un’azienda fondata sull’evidenza scientifica. La divulgazione che realizziamo sui social non prescinde mai dall’innovazione e dal rigore dermatologico”, prosegue Fatelli. Anche l’influencer marketing è fondamentale, ma sempre “scientifico e coerente con la nostra filosofia e con il nostro ruolo nel settore medico e nel pharma retail”, conclude Fatelli. Le aziende stanno quindi puntando su una strategia ibrida, che unisce il meglio dell’online e del retail fisico. “L’investimento nel digitale è essenziale per rispondere alle esigenze dei consumatori – aggiunge Annalisa Corbia -. Per questo SVR direziona i suoi investimenti sul digital, che parlerà il linguaggio dei consumatori, e su progetti ibridi, come Cool Mama Club, dedicato a future mamme e neo-mamme, con un focus sui perturbatori endocrini e scelte consapevoli e Sun Secure Summer Tour 2.0, che educa in modo innovativo e coinvolgente”.  Il digitale non è solo un canale per vendere, ma anche per educare e coinvolgere. “I giovani arrivano in farmacia dopo essersi informati online, spesso sui social, ed è lì che si formano le prime percezioni sul brand. Per dialogare con loro utilizziamo Instagram e TikTok con contenuti brevi, educativi e credibili, dalla skin routine al ruolo degli attivi, collaborando con pharma-influencer e farmacisti-ambassador che uniscono autorevolezza e linguaggi vicini alle nuove generazioni. Registriamo una maggiore penetrazione nella fascia 18-35 anni e picchi di sell-out in farmacia quando la comunicazione digitale è integrata con i lanci e le attività in store”, conclude Magnaguagno.

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