Puig ha registrato un aumento del 12% dell’utile netto annuale, raggiungendo i 594 milioni di euro, grazie alla forte domanda di prodotti per il trucco e la cura della pelle che ha compensato gli effetti negativi dei cambi valutari e la crescita più lenta dei profumi.
Puig ha attribuito l’aumento dell’utile netto anche all’assenza dei costi legati all’Ipo contabilizzati nel 2024, quando l’utile netto era stato di 531 milioni di euro. I movimenti valutari hanno avuto un impatto negativo del 2,6% lo scorso anno. Le vendite a cambi costanti sono aumentate del 7,8% arrivando a 5,04 miliardi di euro, mentre la domanda nel segmento delle fragranze si è moderata, anche se i risultati sono rimasti all’interno delle previsioni annuali grazie alla richiesta di make-up e skincare.
Fragranze e moda, che rappresentano circa il 73% delle vendite, sono cresciute del 3,8%, mentre il make-up con il brand Charlotte Tilbury, che è stato numero uno in UK, è salito del 10,7% e la cura della pelle del 7,3 per cento. In particolare Puig segnala, la crescita a due cifre del marchio Uriage, con una crescita costante delle linee Xemose e Age Absolu, insieme ai lanci previsti per il 2025, come Bariésun Invisible Stick SPF 50+ e il siero Roséliane. La crescita del segmento è stata supportata anche dalla linea di skincare di Charlotte Tilbury.
La società prevede che i margini annuali rimarranno stabili nel 2026 nonostante l’aumento dei costi, e si dice fiduciosa che i ricavi comparabili continueranno a crescere a un ritmo superiore rispetto al più ampio mercato della bellezza premium.

