Dopo essere stato per anni il settore anticiclico per eccellenza, la perla del made in Italy, il volano in un momento in cui tutti o quasi i pilastri del bello e ben fatto italiano iniziavano ad arrancare (e ancora non sembrano pronti ad una rapida e definitiva ripresa), anche il beauty italiano ha iniziato a perdere il suo slancio. Non si parla ancora di un calo, né tanto meno si prevede per il prossimo biennio una regressione, ma, certo, ci eravamo abituati a crescite sostanziose che per ora sembrano messe in stand by, appesantite dall’incertezza internazionale, sia geopolitica che economica che ha inevitabilmente fatto sentire le sue propaggini anche nella propensione ai consumi del mondo della bellezza. Già a settembre, Cosmetica Italia aveva evidenziato segnali di rallentamento nelle stime di chiusura del 2025, con un fatturato totale del settore previsto a 17,4 miliardi di euro, in crescita del 5,1%, e una proiezione per il 2026 che segna +6,1 per cento.
Quindi, crescita sì, ma guidata dall’export e dai canali dinamici, mentre il mercato interno rallenta per la prudenza dei consumatori, sempre più attenti alla gestione delle proprie finanze. Anche il settore della cosmesi premium, che negli ultimi anni ha mostrato risultati superiori alla media, si prepara ad un 2026 più moderato. Per Altagamma, l’aumento è previsto attorno al +4%, un valore in linea con altri settori, allineandosi così a una crescita meno marcata rispetto ai picchi degli anni passati. E in avvio d’anno la parola d’ordine tra gli addetti al settore è prudenza. In questo contesto, tuttavia, è fondamentale che le aziende del beauty non “tirino i remi in barca”.
È proprio in un periodo di difficoltà che le imprese devono guardare oltre, investendo, esplorando nuovi mercati, nuovi segmenti, nuovi canali… per mitigare gli effetti di una crescita più contenuta. Il beauty italiano si prepara quindi a un 2026 più moderato ma sempre positivo, un anno in cui l’export e l’adattamento alle nuove tendenze di consumo, come il wellness, l’efficacia e la sostenibilità, saranno determinanti. Il futuro del comparto è legato tanto alla capacità di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori, quanto all’esplorazione di nuove frontiere nei mercati esteri, dove il beauty italiano potrà continuare a crescere con un approccio più selettivo, ma altrettanto ambizioso.
