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Terzisti, i big player continuano a crescere

Una fase di produzione di ICR

Terzisti, i big player continuano a crescere

by Nicolò Ferraris
2 Marzo 2026

Nonostante un contesto sfidante, i big player crescono puntando su internazionalizzazione e innovazione, con focus su profitto e consolidamento. 

Nonostante un 2025 tra luci e ombre per il settore beauty a livello globale, si conferma il trend di crescita delle aziende in conto terzi italiane. In questo scenario, caratterizzato da forte volatilità e da un contesto macroeconomico e geopolitico sfidante, il big player Intercos ha continuato il proprio percorso di sviluppo, con un focus sul miglioramento della redditività. Nei primi nove mesi del 2025, il gruppo ha registrato ricavi netti pari a 785,6 milioni di euro, in aumento del 2,9% a tassi costanti rispetto allo stesso periodo del 2024. La crescita è stata sostenuta principalmente dalla business unit Make-up che ha messo a segno un incremento dell’8,8 per cento. Parallelamente, l’ebitda rettificato dei primi nove mesi ha raggiunto 115,9 milioni di euro, in aumento del 12,3%, con un significativo miglioramento della marginalità. Per quanto riguarda l’intero esercizio, la società ha confermato la guidance già comunicata in occasione dei risultati semestrali, con un ebitda adjusted atteso intorno a 155 milioni di euro per il 2025, in crescita di oltre 10 milioni di euro rispetto al 2024. “Nel 2025 – ha dichiarato il CEO Renato Semerari – la strategia di Intercos si è focalizzata su due direttrici principali: rafforzamento della profittabilità e consolidamento del core business, in particolare nel Make-up, che oggi rappresenta oltre il 60% dei ricavi del gruppo. Il 2025 ha visto un riequilibrio del mix commerciale, privilegiando categorie a maggiore valore aggiunto e una struttura di vendita più efficiente, approccio che ci ha consentito di migliorare in modo significativo i margini. Parallelamente, Intercos ha continuato a investire in capacità produttiva attraverso il potenziamento dei siti industriali in Asia, in particolare in Corea del Sud e in Cina. Un ulteriore pilastro strategico è rappresentato dal rafforzamento dell’autonomia dei centri di ricerca regionali, per intercettare più rapidamente i trend locali”.

L’internazionalizzazione al centro

L’internazionalizzazione si conferma una leva strategica fondamentale per la crescita dei principali operatori italiani del beauty. Come ha sottolineato Semerari, “nel corso del 2025 l’Asia si è affermata per Intercos come l’area geografica con le migliori performance per il gruppo: nei primi nove mesi dell’anno la regione ha registrato una crescita dei ricavi dell’8,7% rispetto al 2024, raggiungendo i 168,9 milioni di euro, nonostante una base di confronto particolarmente elevata. La dinamica positiva è stata trainata in particolare da Cina e Corea del Sud, soprattutto nel Make-up, con un contributo significativo sia da parte dei clienti multinazionali sia degli emerging brands. Una crescita che riflette anche il ruolo sempre più centrale dell’Asia come motore di innovazione per il settore beauty, con mercati come quelli cinese e sudcoreano all’origine di trend globali caratterizzati dall’integrazione tra skincare e make-up, elevate performance e una forte attenzione all’esperienza sensoriale. Grazie a una presenza industriale e di ricerca e sviluppo radicata nella regione, Intercos è in grado di intercettare queste tendenze sin dalle fasi iniziali e di tradurle in soluzioni rilevanti su scala internazionale”.
Un approccio orientato ai mercati esteri accomuna anche altre realtà del comparto come ICR Industrie Cosmetiche Riunite, che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 105 milioni di euro. Realtà attiva prevalentemente in ambito B2B con key partner europei e americani, ha affiancato a questo modello un percorso di sviluppo internazionale nel segmento del fragrance attraverso LabSolue, marchio italiano di profumeria artistica nato dalla tradizione della storica azienda farmaceutica Marvin. Come ha spiegato la vicepresidente Ambra Martone, “negli ultimi anni il brand ha registrato aperture e risultati positivi nel Regno Unito, negli Emirati Arabi Uniti, in Asia – con Giappone e Taiwan – e in Sud America, in particolare in Messico e Argentina. Un percorso destinato a proseguire  con nuovi e importanti sviluppi pianificati in mercati chiave come Russia, India e Cina”.

Il ruolo della sostenibilità

La sostenibilità rappresenta un pilastro centrale nella strategia di ICR, inserita in un più ampio percorso di miglioramento continuo supportato da un piano di investimenti pari a 33 milioni di euro nel triennio 2024–2026. Le risorse sono destinate allo sviluppo delle infrastrutture produttive, all’automazione, alla digitalizzazione dei processi e alla valorizzazione del capitale umano. Nel 2024 l’azienda ha inaugurato la sesta sala di produzione e macerazione per la profumeria alcolica, portando la capacità complessiva a 420 mila litri, mentre nel 2025 ha potenziato e raddoppiato gli spazi dedicati alla ricerca e sviluppo, affiancandoli a un nuovo laboratorio di microbiologia in linea con i più avanzati standard internazionali. A inizio anno sono inoltre entrate in funzione due nuove linee automatiche per il riempimento e il confezionamento dei profumi, con una capacità aggiuntiva di 20 milioni di pezzi annui, mentre entro metà 2025 sarà operativo un nuovo magazzino automatico che porterà la warehouse a 60 mila posti pallet, creando un hub logistico integrato per la gestione dell’intera supply chain globale. Sul fronte ambientale, l’impegno si traduce in investimenti concreti: un secondo impianto fotovoltaico da 1,6 MW si affiancherà a quello già esistente da 1,9 MW, consentendo una riduzione stimata di circa 2 milioni di chilogrammi di CO₂ all’anno. Dal 2024, inoltre, l’approvvigionamento dei 2,3 milioni di litri annui di alcol cosmetico è stato convertito dalla filiera del mais a quella della barbabietola da zucchero tedesca, più sostenibile e pienamente tracciabile. A questo si affianca l’impegno sociale: con il 79% della forza lavoro femminile, ICR ha ottenuto la certificazione di parità di genere, insieme alle certificazioni per qualità, sicurezza, ambiente e GMP.

Consolidamento e prospettive 

Dopo una fase di forte espansione, il 2025 ha rappresentato per Ancorotti Group un anno di consolidamento, in un contesto di mercato che – come ha sottolineato il presidente Renato Ancorotti – non ha visto un mercato cosmetico particolarmente dinamico; non hanno brillato né i grandi marchi internazionali né i piccoli brand indipendenti. Naturalmente, questo ha avuto un riverbero anche a monte della filiera”. Nonostante questo scenario sfidante, il gruppo ha chiuso l’esercizio con un fatturato complessivo pari a 210 milioni di euro, un risultato definito coerente con una fase di assestamento. Sul piano strategico, l’acquisizione di Cosmoproject ha consentito al gruppo di ampliare in modo significativo l’offerta nel segmento skincare, rafforzando ulteriormente il posizionamento nel conto terzi. Dal 2020 al 2024, infatti, Cosmoproject ha registrato un incremento di fatturato superiore al 50%, mentre Ancorotti Cosmetics ha messo a segno una crescita a tripla cifra, pari al +110%. Parallelamente, con la nascita di Ancorotti Perfumes, società dedicata alla produzione di fragranze per conto terzi, la strategia è orientata a valorizzare il portafoglio clienti attraverso attività di cross-selling, affiancate dall’avvio di nuove collaborazioni, in particolare nel segmento nicchia. Lo sguardo è ora rivolto al medio termine.

Un 2026 ricco di opportunità

L’anno appena iniziato si presenta come ricco di opportunità per i big player del settore, grazie a una serie di segnali positivi che fanno sperare in una ripresa stabile. Renato Ancorotti, infatti, ha sottolineato come l’inizio dell’anno sia caratterizzato da un aumento degli ordini e da un ritrovato dinamismo del mercato. Questo rinnovato slancio si traduce in aspettative ambiziose: il gruppo prevede di raggiungere i 250 milioni di euro di fatturato entro il 2027. A supportare questa traiettoria favorevole è anche la riduzione dei tempi di produzione del packaging, che consente una gestione più agile della domanda, facilitando così la pianificazione e gli investimenti da parte dei brand. In parallelo, anche Intercos osserva il 2026 con un cauto ottimismo. Nonostante un contesto di mercato ancora complesso, il gruppo prevede una ripresa dei tassi di crescita. “Dopo due anni di andamenti del settore beauty inferiori alla media storica – ha spiegato Semerari – il gruppo ritiene che il prossimo anno possa segnare un ritorno a livelli di crescita più normalizzati a livello globale. Le prospettive positive sono legate in particolare alla progressiva ripresa dei mercati asiatici, con la Cina che nel 2025 ha già mostrato segnali incoraggianti, e al contributo crescente dei mercati emergenti, come l’India, soprattutto nel segmento Make-up. In questo scenario, Intercos potrà fare leva sugli investimenti già realizzati in capacità produttiva, innovazione e organizzazione, che pongono il gruppo in una posizione ideale per cogliere le opportunità di crescita nel medio termine”. Il gruppo si trova dunque in una posizione ideale per affrontare le sfide future, grazie a solide basi di innovazione e a una crescente attenzione ai mercati emergenti. Ambra Martone, infine, ha delineato le aspettative di crescita per ICR nel 2026, confermando una visione positiva. “Sarà un anno di consolidamento e ulteriore sviluppo, con una previsione di crescita del fatturato intorno al 10%, sostenuta dagli investimenti realizzati a rafforzamento della capacità industriale e organizzativa”. Con questa previsione, il gruppo non solo punta a consolidare le proprie posizioni, ma anche a espandere ulteriormente la propria capacità di risposta alle esigenze del mercato. In conclusione, il 2026 si presenta come un anno di ripresa e sviluppo, con prospettive di crescita solide per i principali attori del settore beauty, grazie a una gestione agile, investimenti strategici e un ritorno ai tassi di crescita più tradizionali.

Lo scenario è disponibile sul numero 1 di Pambianco Beauty Magazine di Febbraio/Marzo 2026

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