The Nine Aurora Beauty Zones è un nuovo marchio premium di skincare che unisce scienza dermatologica, ricerca etnobotanica e tradizioni ancestrali per promuovere la salute della pelle e la sua longevità. Con una visione multiculturale, il brand si propone di accompagnare la pelle in ogni fase della vita, offrendo un approccio globale e scientifico attraverso il suo slogan ‘Long Live the Skin’. Target: le donne tra i 30 e i 50 anni con una disponibilità di spesa fino a 200 euro a prodotto.
Il progetto è il risultato di cinque anni di ricerca, durante i quali sono stati studiati modelli di longevità cutanea in 50 paesi e analizzati oltre 100 mila dati. Questo studio ha identificato le 9 Skin Longevity Zones (Italia, Usa, Norvegia, Giappone, Islanda, nepal, Brasile, Grecia e Marocco), aree geografiche dove la pelle mostra straordinarie capacità di elasticità e luminosità. A partire da questi risultati, il marchio ha selezionato 39 ingredienti naturali per formulazioni mirate a combattere i segni dell’invecchiamento e migliorare la salute della pelle ai quali sono stati aggiungi attivi funzionali per un totale di 28-56 ingredienti per formula.
Il brand, che riconosce nei concetti di Ricerca, Tecnologia ed Ecellenza, i suoi pilastri debutta con una linea di nove prodotti, strutturati in un protocollo di longevità che include trattamenti per il giorno, la notte e specifici per contorno occhi e maschere. Nei prossimi anni, sono previste ulteriori espansioni, fino al raggiungimento di 30 referenze. “Abbiamo un business plan molto ambizioso – esordisce il fondatore del brand Mattia Miglio, nonché esperto internazionale in marketing e innovazione digitale -: nel primo anno prevediamo un fatturato di 2,5 milioni, per arrivare a un fatturato nei tre anni di 15 milioni di dollari. Oggi debuttiamo con 9 prodotti, altri 13 verranno lanciati a settembre 2026, a ottobre presenteremo un hero product innovativo realizzato con una formula pluripremiata e, successivamente, lanceremo quello che abbiamo definito un ‘targeted care’ sulle diverse età e condizioni della pelle, arrivando a quota 30 prodotti”.
“All’interno della società ci sono quattro soci – spiega Miglio -. In Italia siamo una ‘srl’, abbiamo aperto una società negli Stati Uniti e raccolto un milione di dollari con un aumento del capitale. I soci sono Pink Frogs con la loro holding, che si occupa della produzione e della ricerca scientifica, Kifadesign (KFDS) che segue la comunicazione e la campagna di lancio e Thomas Berloffa Design Studio che cura la direzione artistica. In questo momento, stiamo cercando un nuovo investitore, un famoso imprenditore che risiede a New York sta valutando l’ingresso. La distribuzione, che si focalizzerà sull’online tramite l’e-commerce ufficiale e in selezionati punti vendita premium, in Italia e Svizzera è affidata a Surgipeel“.
L’obiettivo di sviluppo della start-up è di raggiungere nuovi Paesi nel mondo, ne è un indizio il fatto che il packaging e il sito siano già tradotti in sei lingue. “Il logo – sottolinea Miglio – è già stato tradotto in caratteri cinesi, abbiamo già avuto dei colloqui con retailer cinesi aprendo le porte del mercato asiatico che riteniamo uno dei nostri mercati di principale interesse”. Una curiosità: il ‘9’ in caratteri cinesi significa proprio ‘aurora’.
Il brand è stato presentato con una campagna diventata subito virale che, pur non mostrando ancora i prodotti ma l’ispirazione alla base delle creazioni, ha subito raggiunto il milione di visualizzazioni su TikTok. La campagna vede protagoniste modelle come Lucrezia Mangilli Melito, Miss Mondo Italia.
Inoltre, il brand introduce Aurora AI, una piattaforma digitale che offre analisi avanzate della pelle e suggerimenti personalizzati, per creare routine skincare su misura. Il sistema, che comprende 28 applicazioni, simula anche i risultati a lungo termine, rendendo ogni trattamento altamente personalizzato.
Infine, il marchio svela la propria indole green dal primo utilizzo che invita subito il consumatore a inserire il primo refill nel packaging, così da abituare il pubblico ad una gestualità che favorisce la sostenibilità.

