Euroitalia ha chiuso il 2024 con 893 milioni di euro e punta a consolidarsi come player globale grazie a licenze forti, controllo della filiera e investimenti nei mercati chiave, dagli Stati Uniti all’Asia.
Nel 2024 Euroitalia, realtà familiare fondata nel 1978 dal Cavaliere Giovanni Sgariboldi e tutt’ora guidata dalla famiglia Sgariboldi, ha superato quota 893 milioni di euro di fatturato, con 47 milioni di pezzi venduti e un’incidenza export pari al 94%. Nonostante un contesto globale complesso, il gruppo continua a investire su prodotto, distribuzione e comunicazione, puntando su marchi iconici come Versace, sullo sviluppo internazionale e su un approccio sempre più attento a sostenibilità, innovazione e filiera made in Italy. Il percorso di crescita dell’azienda lombarda, iniziato quasi cinquant’anni fa, l’ha portata a diventare uno dei protagonisti assoluti della profumeria mondiale, con un modello che unisce visione industriale, radici italiane e capacità di interpretare in anticipo le tendenze del mercato. Oggi Euroitalia è riconosciuta per la solidità delle partnership con le grandi maison della moda, la forza delle sue licenze e, al tempo stesso, per l’ambizione di far crescere i marchi di proprietà, con un equilibrio tra heritage e modernità che le consente di competere ai massimi livelli. Davide Sgariboldi, general manager, racconta le strategie di consolidamento nei mercati chiave, il ruolo del punto vendita, la centralità della distribuzione, la forza del licensing e le nuove ambizioni sui brand proprietari.
Come si è chiuso il 2024 di Euroitalia e come stanno andando i primi 6 mesi del 2025?
Confermo che è stato un anno molto positivo, con un’ulteriore crescita del +5% che ci ha portati a un consolidato di 893 milioni di euro, con 47 milioni di pezzi distribuiti e una quota export al 94 per cento. Per il 2025 ci aspettiamo una fase di normalizzazione, con un business stabile: lo scenario internazionale non favorisce l’espansione dei consumi, ma i nostri prodotti godono di una forte fidelizzazione. Per sostenerli investiamo in modo rilevante su tutti i canali media e, parallelamente, destiniamo grandi risorse ai punti vendita, con animazioni mirate e personale specializzato che accompagna il consumatore nell’esperienza d’acquisto.
Quali brand o aree geografiche hanno trainato questa performance?
La quota export è arrivata al 94% e nel 2024 abbiamo registrato un’espansione significativa in America Latina (+16%) e in Europa (+14%). Gli Stati Uniti restano comunque il primo mercato al mondo, con una nostra filiale operativa a New York. Abbiamo inoltre presenza diretta in Regno Unito, Svizzera, Austria, Francia, Spagna e, nei prossimi anni, prevediamo ulteriori aperture in altri continenti.
Qual è oggi la visione strategica di Euroitalia nel panorama della profumeria internazionale?
Il mercato del beauty ha vissuto anni di straordinaria espansione, sia nelle fragranze moda sia nella profumeria di nicchia, dove i tassi di crescita sono stati ancora più forti. Noi siamo presenti in entrambe le tipologie. Versace rimane il nostro marchio di punta: in vent’anni di collaborazione abbiamo costruito con dedizione e costanza un business moltiplicato di 18 volte rispetto al primo anno, grazie a distribuzione eccellente, gamma prodotti di forte impatto creativo e consistenti investimenti. Oggi è tra i brand top a livello mondiale, un caso di successo internazionale che ci rende orgogliosi e fiduciosi per il futuro. A livello di consumo emergono nuove tendenze olfattive, più originali e distintive. Ci siamo sempre contraddistinti per sensibilità e capacità di anticipare queste evoluzioni, proponendo profumi coraggiosi, packaging innovativi, di qualità e sostenibili.
Come si bilancia in Euroitalia l’identità italiana con l’ambizione di essere un player globale?
È un impegno quotidiano che unisce passione, creatività e ingegno italiano. Con quasi 50 anni di esperienza e investimenti costanti in media e punto vendita, abbiamo costruito successi di prodotto capaci di competere con i maggiori attori internazionali. Sul piano operativo siamo cresciuti molto anche nella logistica, con quasi 50mila mq, negli assetti produttivi e nell’organizzazione, per essere più solidi e rapidi nel “time to market”, requisito fondamentale per chi opera a livello globale.
Quali sono i mercati esteri su cui state puntando maggiormente per la crescita nei prossimi anni?
Gli Stati Uniti restano la priorità, anche dal punto di vista strutturale, con i nuovi uffici che inaugureremo entro l’anno a New York, sulla Madison Avenue. L’Asia rappresenta un bacino di grande potenziale, mentre il canale duty free, che oggi pesa il 16% sul nostro giro d’affari, garantisce una visibilità internazionale di altissimo valore.
Euroitalia ha mantenuto un forte controllo sulla filiera produttiva: quanto conta questo elemento per voi?
Il controllo della filiera per noi è prioritario. Abbiamo un sistema di compliance con monitoraggi serrati e audit sul posto, sostenuto da grandi investimenti, perché puntiamo all’eccellenza in questo ambito. La joint venture con Ancorotti, azienda leader nel make up, rappresenta un’alleanza industriale e strategica che rafforza la supply chain, garantendo solidità in un contesto talvolta instabile. Lo stabilimento, con forte impatto occupazionale, ha caratteristiche tecnologiche avanzate e altissimi standard di conformità, aspetti a cui siamo molto sensibili. Ribadisco che Euroitalia mantiene una filiera interamente Made in Italy ed è il principale sostenitore del distretto nazionale della profumeria. Continueremo a portare il “profumo italiano nel mondo”.
Qual è la strategia attuale di Euroitalia per far crescere i brand di proprietà?
Al momento siamo molto focalizzati sulle licenze, che garantiscono continuità e solidi rapporti con le maison della moda. Tuttavia, in ottica futura, non escludiamo di valutare opportunità esterne. L’acquisizione del beauty di Moschino, dopo 35 anni di licenza, è stata un’operazione di coerenza e continuità: abbiamo valorizzato il marchio con linee di grande successo internazionale e presto lanceremo nuove fragranze e sviluppi anche nel beauty per rafforzare ulteriormente il brand.
Quanto conta oggi per un brand di profumi avere una forte personalità olfattiva, e quanto invece pesa la comunicazione visiva e social?
L’identità olfattiva è fondamentale per distinguersi in un mercato estremamente competitivo, caratterizzato da continui lanci e iniziative. È il driver principale. La comunicazione attrae il consumatore verso il punto vendita, il packaging stimola la scelta, ma è la qualità del profumo a fidelizzare. Tutti questi elementi devono integrarsi per decretare il successo di una fragranza.
In che modo valorizzate il patrimonio heritage di marchi storici come Atkinsons, pur mantenendo un approccio moderno e competitivo?
Atkinsons 1799 è un marchio unico: uno dei tre al mondo con oltre 200 anni di storia, con un archivio straordinario di manoscritti ottocenteschi che riportano formule personalizzate per personaggi illustri, incluse famiglie reali europee, oltre a grafiche stampate a mano. Un patrimonio che potrebbe stare in un museo e che resta una fonte d’ispirazione, come dimostra la nuova “Reserve Collection”. Con Atkinsons stiamo lavorando in modo eccellente sul prodotto, con packaging artigianali e fragranze di altissimo livello. Negli ultimi anni abbiamo eliminato le linee più mass market per concentrarci esclusivamente sulla profumeria di nicchia di alta gamma. Abbiamo inoltre rafforzato la distribuzione nei canali esclusivi come department store, duty free e profumerie specializzate, e rinnovato la comunicazione con campagne digital, stampa e tv broadcast. Il brand cresce stabilmente oltre il +20% annuo.
Il consumatore oggi è più attento alla sostenibilità anche nel beauty. Come risponde Euroitalia a questa richiesta?
Già dal 2019 pubblichiamo il nostro primo bilancio di sostenibilità: un impegno forte e di lungo periodo che ci porta a un miglioramento costante. Abbiamo ottenuto numerose certificazioni, tra cui ISO 27001 – Cyber Security, ISO 14001 – gestione ambientale, ISO 45001 – salute e sicurezza, SA8000 – responsabilità sociale, UNI/PdR125 – parità di genere, Legality Rating, e puntiamo a conseguire EcoVadis Gold nel 2025. Inoltre adottiamo da tempo Codice Etico, Modello 231 e Codice di Condotta fornitori. Sul fronte prodotto, lavoriamo a soluzioni sempre più sostenibili: siamo stati i primi a lanciare un profumo con tappo monomateriale in alluminio, e proseguiremo con altre innovazioni.

