Lo storico brand dermocosmetico RoC Skincare è pronto al rilancio, con un nuovo logo, una nuova immagine e comunicazione, ma soprattutto con l’apertura di una filiale milanese per coordinare le attività del brand in Sud Europa e Medio Oriente, con un team ad hoc guidato da Roberto De Santis nel ruolo di general manager di RoC Skincare South Europe & Middle East.
Questa nuova fase si inserisce nel percorso di consolidamento strutturale, sostenuto anche dall’acquisizione del marchio da parte della società di private equity Bridgepoint nel 2024. Dopo aver consolidato il successo sul mercato statunitense, dove RoC è il terzo brand skincare per valore e il primo nel segmento sieri, l’azienda sta accelerando nel mercato europeo. In Italia, il marchio mira ad avere una presenza capillare, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2026 i mille punti vendita nel canale farmacia, che si conferma il suo canale principale anche se risulta sempre più determinante l’omnicanalità, con l’online che ha raggiunto una quota del 50%.
“L’Italia, dopo la Francia, è il primo Paese come consumi cosmetici – afferma De Santis – quindi per noi è la priorità assoluta, anche per la storia e l’heritage del brand. La seconda priorità è lo sviluppo del Medio Oriente, in primis di Arabia ed Emirati, dopodiché rivolgiamo grande attenzione all’Est europeo, dove stiamo cercando di entrare in maniera importante essendo mercati molto interessanti anche a livello di potenziale. Tra le countries dell’area, la Polonia per la cosmetica è sicuramente di interesse. Dopodiché guarderemo a mercati come la Turchia e la Cecoslovacchia”.
“A livello globale RoC Skincare ha raggiunto i 250 milioni di euro circa nel 2024 – spiega a Pambianco Beauty De Santis -. Per quanto riguarda l’Italia abbiamo una previsione di crescita al 2026 del 40% a livello di vendite. Basti pensare che nei primi mesi del 2025, fino a maggio, il segmento viso ha messo a segno un incremento del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in un contesto di mercato che si è fermato a un +2,2%, secondo i dati di IQVIA. Quindi già i primi investimenti e le prime azioni di innovazione ci stanno dando soddisfazioni su tutti i canali. Ad oggi, l’online pesa per il 50% (è del 15% la quota per il mercato della skincare in generale, ndr), indicatore del fatto che sulla distribuzione abbiamo ancora tanto da fare, ma anche che il consumatore ci cerca. Nostro obiettivo sarà, dunque, l’allargamento distributivo”.
In Italia per RoC Skincare c’è un alto livello di awareness, ma, spiega De Santis, un basso tasso di conversione: “Dobbiamo tornare a toccare i target più junior – conclude il general manager -. Le nuove generazioni non sempre conoscono il brand e i nostri prodotti, ma ci supporta la narrazione del marchio che proviene dalle generazioni precedenti”.
Sul fronte della proposta di prodotto, la nuova immagine coinvolge il logo e la comunicazione del brand, ma conferma e consolida l’approccio scientifico agli attivi. “Abbiamo sviluppato 26 brevetti relativi al retinolo ed è in arrivo il 27esimo, dichiara Marta Franco, marketing director Southern Europe & Middle East di RoC Skincare, sottolineando la dedizione del gruppo nell’individuare soluzioni efficaci grazie agli investimenti in R&D. Non solo, Franco anticipa il primo lancio post rebranding il prossimo mese di settembre: un contorno occhi che riafferma la forza del marchio in questa categoria e la sua capacità innovativa, con un mix brevettato di quattro molecole (retinolo, niacinamide, resveratrolo, proxygen) in grado di fronteggiare quattro diverse tipologie di discromie legate alle occhiaie.

