La dermocosmetica sta vivendo un trend di crescita e sarà la leva per un posizionamento distintivo del canale della farmacia.
Si è chiusa a BolognaFiere la 28esima edizione di Cosmofarma Exhibition, l’evento dedicato al mondo della Farmacia, dell’Health Care e del Beauty Care. Oltre 400 espositori e 30mila visitatori si sono incontrati all’insegna del claim ‘Performare’: un concetto del valore umano, introdotto lo scorso anno, che ha preso forma sposando quello della performance. La farmacia vista, quindi, come presidio sanitario con una natura imprenditoriale. “Quest’anno abbiamo abbracciato il concetto di ‘performare’, per promuovere una visione della farmacia focalizzata anche sulla misurazione delle attività da un punto di vista quantitativo e qualitativo”, afferma Francesca Ferilli, AD e direttore generale di BOS. Nell’ottica del performare, la cosmetica in farmacia trova sempre maggiore rilevanza, come confermato dai dati elaborati dal Centro Studi di Cosmetica Italia, secondo i quali questo mercato, che nel 2024 ha raggiunto un valore di 2,2 miliardi di euro, crescerà nel 2025 del 6% raggiungendo i 2,4 miliardi. Per quanto riguarda il comportamento dei consumatori, sottolinea Luigi Corvi, presidente del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Cosmetica Italia nonché co-fondatore e vice presidente di Unifarco, “sono sempre più alla ricerca di trattamenti che offrano risultati tangibili e si lasciano guidare dai consigli del farmacista che consolida la propria posizione di esperto di fiducia”. Non solo, Corvi spiega come il cosmetico faccia bene alla farmacia in un’ottica di posizionamento distintivo e di categorizzazione della farmacia stessa: “Bisogna rifocalizzare il farmacista sull’importanza e sull’attenzione che deve apporre sul settore cosmetico, per avere una farmacia ‘high performer’: formando persone da dedicare all’uopo, creando zone ad hoc e scegliendo l’assortimento corretto”. Nella top 3 del paniere di consumo 2024 di cosmetici in farmacia si attestano le categorie dei cosmetici per la cura del viso (30,9%), i prodotti per la cura del corpo (13,5%) e i solari (10,4%). Cura viso e solari sono anche le categorie di prodotto con i trend più dinamici registrati nella prima parte del 2025, rispettivamente +7,2% e +10,4% sul 2024; bene anche il make-up a +10%.
ESPOSITORI SODDISFATTI DELLA CRESCITA
Per le aziende intervistate in fiera, il 2024 è stato un anno positivo in termini finanziari e la stima per l’anno in corso è di un’ulteriore crescita. Unifarco, oltre ad aver messo a segno un incremento del fatturato dell’8%, con un aumento dell’incidenza dell’export che si attesta a quota 25%, ha vissuto un significativo sviluppo anche in termini di innovazione con l’introduzione di numerosi nuovi brevetti. “Abbiamo consolidato i nostri due mercati ‘domestici’, Italia e Austria, e stiamo sviluppando da tempo le nostre filiali spagnola, tedesca e francese, in quelli che possiamo definire i nostri mercati principali – afferma Corvi –. Ci stiamo ora concentrando sull’Est Europa, dove stiamo già riscuotendo buoni risultati, in particolare con il nostro brand Ceramol di cosmesi dermatologica ‘medical driven’”. Per Helan, che ha chiuso il 2024 in crescita del 20% con 15 milioni di euro di vendite e punta a consolidare la crescita nel 2025, l’edizione di quest’anno di Cosmofarma “è stata molto positiva, abbiamo ricevuto oltre 500 visitatori al nostro stand; Cosmofarma per noi è un appuntamento fisso da oltre vent’anni”, dichiara soddisfatto l’AD Ludovico Moncalvo aggiungendo “vediamo ampi margini di miglioramento, siamo confidenti di poter crescere ulteriormente anche quest’anno”. Il mercato principale per Helan è l’Italia che rappresenta il 90% del fatturato, mentre all’estero opera tramite distributori sui mercati arabi ed europei. “Ultimamente notiamo un grosso sviluppo di Spagna, Francia e Germania”, chiosa Moncalvo.
Esperienza “estremamente positiva” in fiera per Arval, alla sua prima partecipazione a Cosmofarma: “Abbiamo percepito grande interesse verso il nostro brand e la nostra proposta di dermocosmesi, sia da parte di farmacie indipendenti sia da catene e gruppi di acquisto – dichiara il CEO, Luca Mazzoleni -. Siamo così entusiasti di questa nostra prima esperienza che abbiamo già opzionato la nostra presenza anche per il prossimo anno”. Arval, che ha chiuso il 2024 con una crescita solida, in linea con le previsioni, e inizia, secondo le parole del CEO, “finalmente a vendere all’estero in maniera soddisfacente”, ha osservato segnali di ripresa del mercato negli ultimi mesi, nonostante un clima di forte incertezza globale, che ha inizialmente frenato i consumi. “Rimaniamo ottimisti, soprattutto perché crediamo che il 2025 di Arval sarà trainato dal lancio dei nostri nuovi prodotti, già molto apprezzati dai consumatori”, chiosa Mazzoleni. “Il mercato richiede prodotti efficaci, sicuri, con una forte componente di ricerca e, sempre più, con un’identità sostenibile e trasparente – prosegue il CEO di Arval -. La nostra strategia è puntare sulla dermocosmesi di alta qualità, su un approccio consulenziale alla vendita e su una comunicazione chiara che valorizzi il prodotto. Abbiamo una storia che ci racconta bene e una filosofia skincare unica e originale, basata sulla soluzione di problemi specifici della pelle attraverso prodotti cosmetici sicuri, efficaci e testati. È un valore aggiunto importante, che ci premia da 70 anni, e continueremo a perseguire questi principi senza farci illudere dalle mode del momento”.
Entusiasta dell’esperienza in fiera è anche Luigi D’Amore, CEO di Mia Cosmetics, che esordisce affermandone il successo sia in termini di affluenza che di qualità dei contatti. “Il nostro primo anno in Cosmofarma è stato un momento importante per confrontarci con il settore, ascoltare i bisogni del canale farmacia e rafforzare relazioni con partner attuali e futuri – dichiara -. L’interesse nei confronti di Mia Makeup è stato altissimo, segno che la nostra proposta, che coniuga qualità, accessibilità e un’estetica contemporanea, risponde alle esigenze del mercato”. L’azienda arriva da un 2024 in crescita del 12% che il CEO definisce “sfidante”, ma, prosegue, “abbiamo saputo cogliere le opportunità, soprattutto con l’espansione nei canali retail e farmacia. Per il 2025, stimiamo una crescita del 30%, trainata dal consolidamento dei nostri nuovi partner nazionali e non, dall’ampliamento della linea make-up, da nuove aperture strategiche e da un piano di internazionalizzazione mirato”.
La Saponaria si dichiara soddisfatta degli incontri in fiera “è stato un bel momento di incontro con i nostri clienti e anche un’ottima occasione per entrare in contatto con nuove persone”, afferma la responsabile commerciale Valeria Vidali. L’azienda, che ha chiuso il 2024 con un fatturato di 10,6 milioni, stima di crescere quest’anno, continuando a impegnarsi nel farlo “in modo sostenibile”. “Le richieste del mercato sono tantissime – prosegue Vidali – noi rispondiamo a quelle persone che sono alla ricerca di prodotti etici e biologici, frutto di una cosmetica innovativa e sostenibile”.
DIGITALE ASSET STRATEGICO
Per Helan, che nel 2026 compirà i 50 anni, il digitale è un importante mezzo di informazione sulla propria proposta. “Per una pmi come la nostra è importante una comunicazione omnicanale che offra un primo contatto online, per poi portare il consumatore in farmacia o in erboristeria, che sono i nostri presidi fisici sul territorio”, afferma Moncalvo. L’azienda collabora, inoltre, con alcuni pharma-influencer per rivolgersi direttamente sia al farmacista sia al consumatore finale, soprattutto ai giovani. Non solo, formulando e producendo internamente sposa le richieste del mercato in tema di sostenibilità e funzionalità grazie al proprio know-how formulativo, storicamente basato su ingredienti naturali, coniugando, così, l’approccio sostenibile e naturale alla performance. Proprio nell’ottica di una migliore performance, Arval utilizza il digitale in modo strategico, sia attraverso i propri canali ufficiali sia collaborando con i propri clienti per amplificare la comunicazione locale. “Da anni collaboriamo con influencer generalisti, celebrities e pharma-influencer: questi ultimi rappresentano una risorsa interessante per il nostro settore, a patto che venga mantenuta un’altissima attenzione alla competenza e all’autorevolezza scientifica”, dichiara Mazzoleni.
LONGEVITY, IL FUTURO DELLA FARMACIA
Longevity, iperpigmentazioni cutanee, solari sono solo alcune delle categorie di prodotto investite dall’innovazione legata alla ricerca scientifica. In questa direzione protagonista è Unifarco, azienda integrata che produce, idea e testa i prodotti nei propri laboratori anche con spin-off con le università, e commercializza gran parte del prodotto; oltre a possedere cinque farmacie “che sono il nostro laboratorio pilota di analisi e messa in campo delle nostre innovazioni”, afferma Corvi. L’azienda, infatti, ha introdotto nuovi brevetti sia nel campo dell’integrazione che della cosmetica. Nello specifico, nell’integrazione dietetica Unifarco ha brevettato un’eccipientistica delle compresse che ne determina un miglioramento della capacità di rilascio del principio attivo, oltre a un particolare pool di antiossidanti che sono alla base della nuova linea pro-longevity ‘GenAge’. In cosmetica, ha brevettato un principio attivo a funzionalità antimacchia che aumenta la capacità della pelle di rigenerarsi, di proteggersi e di curare le iperpigmentazioni cutanee; inoltre, ha introdotto nella linea Dolomia un brevetto sulla protezione da stress ambientale che si chiama Phyto Defence”. Proprio sul tema della longevità si è tenuto in fiera un convegno intitolato “Il Futuro della Farmacia è Longevity: sei pronto a guidare il cambiamento?”che ha visto protagonista il CEO di Unifarco, Massimo Slaviero, il quale ha riflettuto su come il tema della longevità rappresenti una delle sfide più affascinanti e rilevanti del nostro tempo: “In Unifarco siamo convinti che la ricerca scientifica e l’innovazione siano strumenti fondamentali per rispondere alle esigenze di una società sempre più anziana – ha affermato -. Il nostro impegno nell’investire costantemente in una longevità alla portata di tutti nasce dal desiderio di contribuire non solo ad allungare la vita, ma a migliorarne la qualità”. Durante il convegno, Unifarco ha presentato in anteprima il suo progetto ‘Yougevity’, che coinvolge più attori della sanità (farmacisti, medici, laboratori di analisi, professionisti della salute): un programma pro-longevity esclusivo per la Comunità dei Farmacisti Preparatori che permetterà a chiunque entra in farmacia di ricevere una personale “ricetta di longevità”: il programma si compone di servizi di analisi, misurazioni e consulenze specializzate che spaziano dalla genetica, alla nutrizione, all’allenamento fisico e al benessere mentale.
PERFORMANCE ED EMPATIA
La parola chiave di questa edizione di Cosmofarma è ‘Performare’, intesa come incontro tra valore umano e valore della performance. Gli intervistati sono concordi nel riconoscere l’appropriatezza del titolo di questa edizione della manifestazione, in quanto la sostenibilità di una farmacia comprende diversi aspetti. “Quando si fa riferimento ai valori Esg – sottolinea Corvi -, non si intende solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella economico-finanziaria”. A lui fa eco Moncalvo di Helan, sostenendo che “il farmacista ha un ruolo centrale nell’economia delle città e la farmacia ‘rurale’ caratterizza molto il territorio italiano”. Per Moncalvo questo concetto di farmacia sposa bene il prodotto di nicchia e made in Italy di Helan che si contestualizza nell’economia della farmacia “offrendo un prodotto con una buona marginalità rispetto al farmaco su cui il farmacista può differenziare il proprio business”. Anche La Saponaria si è sentita rappresentata dal claim di questa edizione perché “i nostri prodotti sono performanti, ma allo stesso tempo rispettosi della pelle e della natura”, chiosa Vidali, concordando sul ruolo di riferimento territoriale svolto dalle farmacie, “un luogo ideale dove i prodotti possono essere presentati e veicolati da personale formato”.
“La farmacia oggi deve essere un punto di riferimento dove il tema del benessere della persona viene trattato a 360° – commenta D’Amore -. Il farmacista ha bisogno di strumenti, formazione e partner affidabili. Mia Makeup vuole essere proprio questo: un alleato capace di offrire prodotti performanti, ma anche supporto concreto per far crescere il business”. Per Arval, infine, il futuro della farmacia risiede proprio nell’integrazione tra il suo ruolo di presidio sanitario e una gestione imprenditoriale evoluta. “In quest’ottica, crediamo che il nostro compito come brand sia fornire non solo prodotti di qualità, ma anche strumenti di formazione e supporto al farmacista, per aiutarlo a performare meglio e valorizzare il suo ruolo di consulente e punto di riferimento per la salute e il benessere”, conclude Mazzoleni.
Lo scenario sarà disponibile sul numero 3 di Pambianco Beauty Magazine di Giugno/Luglio 2025

