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Ricerca dermocosmetica e AI per prevenire e curare il melano-aging

Clinique, fondotinta Even Better Clinical

Ricerca dermocosmetica e AI per prevenire e curare il melano-aging

by Paola Cassola
14 Aprile 2025

La ricerca dermocosmetica supportata dall’AI, innova con principi attivi che combattono e prevengono l’iperpigmetazione cutanea legata all’invecchiamento.

Sieri e creme depigmentanti, protezioni solari sempre più elevate e cosmetici che schermano dai raggi uv in tutti i momenti dell’anno: le iperpigmentazione cutanee sono sotto i riflettori della ricerca cosmetica. Frequentemente causata da una eccessiva produzione di melanina da parte dei melanociti, questa problematica riguarda uomini e donne, con una preponderanza delle seconde per fattori ormonali e peggiora con l’età. “Con l’avanzare dell’età, i cambiamenti della pigmentazione della pelle si verificano a causa del naturale processo di invecchiamento e sono esacerbati da fattori estrinseci, in particolare dall’esposizione al sole – spiegano Florence Nadal, scientific communication director Luxury, R & D, SRI: Scientific Com e Olivier Doucet, global R&D SVP Skin Research Luxury, R & D, R&D Management di Lancaster -. Questi fattori interrompono la regolazione dei melanociti portando a una sovrapproduzione di melanina, a una distribuzione non uniforme all’interno della pelle e, infine, alla comparsa di macchie scure, rendendo i disturbi della pigmentazione più pronunciati nel tempo. Alcuni tipi di iperpigmentazione, come l’iperpigmentazione postinfiammatoria, sono più frequenti nei fototipi cutanei dal IV al VI. Tra i fattori ambientali rientrano anche l’inquinamento atmosferico con alterazione della filtrazione dei raggi solari e i cambiamenti climatici “L’iperpigmentazione è oggi un ‘concern’ molto studiato – esordisce Daniela Pistoia, corporate education manager di Clinique –, il cambiamento strutturale che la pelle subisce con l’avanzare dell’età si presenta con due manifestazioni: l’irregolarità nella produzione delle cellule e la produzione in eccesso di cheratinociti. La struttura disomogenea che ne deriva, con l’ispessimento dello strato superficiale della pelle, implica la perdita di buona parte della sua capacità di barriera, il che facilita la sollecitazione dei melanociti da parte dei raggi uv e quindi, spesso, una disfunzione”. “La disomogeneità dell’incarnato può dipendere da macchie scure localizzate oppure da discromie diffuse – spiega Anna Leonetti, marketing specialist di Arval -. Le prime si localizzano principalmente su viso, décolleté e dorso delle mani, ovvero le aree maggiormente esposte alle radiazioni solari che, va ricordato, sono presenti durante tutto l’anno e non solo d’estate. Sebbene si tratti di una problematica estetica, è molto sentita. Alla base della comparsa delle macchie c’è sempre una predisposizione genetica, ma incide l’invecchiamento cellulare, soprattutto per le macchie senili, e l’assunzione di farmaci, come quelli oncologici”. “Il concetto di bellezza sta evolvendo – commenta Antonella Savani, training and retail experience manager Beauty and Luxury -. L’influenza della skincare coreana, con il suo ideale di pelle luminosa e uniforme, ha portato a un boom di prodotti che enfatizzano la radiosità naturale, con ingredienti schiarenti e uniformanti che lavorano in sinergia per un incarnato più omogeneo. Nel frattempo, il pubblico è diventato sempre più attento alla qualità e all’efficacia dei prodotti, orientandosi verso formule potenziate con antiossidanti e attivi innovativi, capaci di contrastare non solo le macchie, ma l’intero processo di invecchiamento cutaneo”.

PREVENIRE CON TRATTAMENTI MIRATI
Gli specialisti dello skincare sono invitano ad agire preventivamente per mantenere in equilibrio la pelle, senza aspettare di correre ai ripari quando ormai discromie e imperfezioni sono presenti. “Innanzitutto, bisogna distinguere chiaramente tra i concetti di ‘longevity’ e di ‘anti-age’ – specifica Camilla D’Antonio, co-founder e direttrice scientifica di Medspa, che tra i suoi brand annovera Miamo e Nutraiuvens -: l’anti-age si occupa di rimediare ai segni del tempo sulla pelle quando ormai sono presenti; al contrario, lo skincare per la ‘longevity’ si focalizza sulla prevenzione, cercando di mantenere la pelle in equilibrio per rimandare il più possibile gli effetti dell’invecchiamento sia cronologico sia prodotto da agenti atmosferici e inquinamento”. Proprio all’insegna della longevità sono le ultime novità introdotte da Miamo: le ‘Longevity cell-care creams’, linea di creme rigeneranti, riparatrici e ristrutturanti con tre diverse ‘texture’ tra cui scegliere, ma con la stessa funzione: la vellutata Light Velvet, la setosa Soft Satin e la burrosa Deep Balm. Il cuore della nuova linea è il brevetto Rejuvenescence+TM, una tecnologia capace di rallentare l’invecchiamento biologico attraverso la prevenzione della senescenza cellulare e il prolungamento della vitalità delle cellule. “In termini di prevenzione c’è una grande sensibilità sull’uso dell’SPF soprattutto tra i giovani che sono più ‘educati’ a questo approccio – prosegue Pistoia -. Basti pensare all’interesse che dimostrano verso la niacinamide (vitamina B3) che mantiene la barriera cutanea in equilibrio”. Clinique utilizza l’SPF anche nelle sue formule più classiche come Moisture Surge: l’ultimo nato della linea è un siero che contiene anche un 5% di acido lattico che mantiene la pelle levigata. Un altro attivo importante è la vitamina C che Clinique inserisce, con un pool di cinque forme diverse ognuna con un proprio livello di penetrazione, nel nuovo fondotinta Even Better Clinical Vitamin Makeup, una formula che coniuga make-up e trattamento skincare e comprende anche le vitamine B3 ed E e l’SPF 50. “L’effetto anti-discromie si ottiene facendo agire un insieme di sostanze, abbinando alle molecole con effetto schiarente gli alfaidrossiacidi, che ispessiscono l’epidermide e aumentano la produzione di collagene, e l’acido ialuronico per mantenere l’idratazione – spiega Pistoia -. Infine, è bene applicare, durante la notte, sostanze che leniscano l’iperlavorazione del melanocita”. In questo senso agisce la Collection Smart di Clinique anti-age notturna che abbina alle strutture peptidiche, l’adenosina che ha un effetto anti-infiammatorio e regolarizza la produzione delle cellule.

RISPETTARE I TEMPI DI RIGENERAZIONE
Premessa la necessità di curare in modo costante la pelle con beauty routine ad hoc, bisogna comprendere che per ottenere benefici sulle macchie vanno rispettati i tempi della rigerenazione cellulare. I trattamenti vanno, dunque, protratti nel tempo per ottenere i risultati desiderati e avviati in fase preventiva perché la pelle, lo dice la scienza, ha una sua memoria che rende recidive alcune problematiche. “La pelle ha una sua memoria a livello cellulare e laddove si è presentata una macchia questa tenderà a ripresentarsi nella stessa area epidermica con una percentuale di probabilità molto alta – afferma Leonetti -. Per questo è essenziale fare prevenzione con trattamenti mirati che regolino la sintesi della melanina. Negli ultimi anni, a causa dell’incremento dell’incidenza di questi casi e grazie alla diffusione di informazioni anche attraverso i social network, è aumentata la sensibilità dei consumatori verso il ruolo della prevenzione. Ma c’è ancora da lavorare sull’educazione all’esposizione ai raggi solari e all’utilizzo costante dei trattamenti”.
Concordano Nadal e Doucet per i quali è importante tenere presente che la melanogenesi è un meccanismo complesso che coinvolge molti tipi di cellule della pelle e molteplici fattori cellulari: “Noi di Lancaster, nella nostra nuova linea Sun Perfect, affrontiamo i bersagli cellulari e molecolari coinvolti nella sovrapproduzione di melanina e nella sua distribuzione anomala nella nostra pelle”. “Accelerando il turnover cellulare, il retinolo rimane uno degli attivi più efficaci per ottenere una pelle uniforme e levigata, ma i suoi potenziali effetti irritanti hanno spinto la ricerca verso alternative più delicate, ma potenti – aggiunge Savani -. È proprio da questa esigenza che Elizabeth Arden propone Retinol + HPR Ceramide capsules la cui formula unisce retinolo puro a Hydroxy Pinacolone Retinoate (HPR), un retinoide di nuova generazione, altamente tollerato ed efficace. A potenziarne l’azione, un mix di ingredienti strategici: vitamina E, che protegge dai radicali liberi, fitoceramidi, che mantengono l’idratazione cutanea, e peptidi biomimetici, che stimolano la produzione di collagene ed elastina. Completano la formula bisabololo e avena, per un effetto lenitivo e un incarnato più uniforme. Questa combinazione non solo accelera i risultati rispetto al retinolo tradizionale, ma ne prolunga l’efficacia nel tempo. Il cambiamento è visibile in soli sette giorni, contro le otto settimane normalmente necessarie”. Accanto al retinolo e ai suoi derivati, con azione anti-aging intensiva, spicca l’idebenone, un potente attivo che non solo contrasta i radicali liberi prima che danneggino le cellule sane, ma protegge la pelle dagli effetti dello stress ossidativo, prevenendo il foto-invecchiamento e la formazione di macchie scure: è l’ingrediente chiave della linea Prevage di Elizabeth Arden.

NOVITÀ IN ARRIVO PER GLI ANTIMACCHIA
Pioniere delle proposte antimacchia è Arval che già negli anni Settanta aveva portato in profumeria la sua linea di trattamento Antimacula, una beauty routine che se all’epoca era essenziale oggi si è ampliata con nuove proposte: il detergente scrub ‘Brightening cleanser & scrub’ utilizzabile quotidianamente e dall’effetto illuminante e di uniformità immediato contro le discromie e gli accumuli di melanina; la crema da giorno ‘Face & neck’ con SPF 30 che tratta anche le macchioline rosse della pelle e le micro-spot che spesso si formano nel contorno occhi per il quale il brand ha anche un altro prodotto specifico; la crema da notte/maschera ‘Clarifying night cream&mask’; il siero adatto a combattere le macchie molto evidenti, data la maggiore concentrazione di principio attivo; la crema mani con SPF 15. “Il siero e lo scrub sono prodotti multifunzione – specifica Leonetti -: si possono usare anche localmente su diverse parti del corpo come mani, décolleté e, nel caso degli uomini che radono i capelli, sul cuoio capelluto”. Di questa linea, Arval lancerà a settembre un importante restyling: “il bestseller di Antimacula verrà mantenuto ma sarà completamente rinnovato, ci sarà l’integrazione di nuovi prodotti grazie all’individuazione di principi attivi sempre più performanti da parte della divisione Ricerca & Sviluppo dei Laboratori Svizzeri di Sion. L’innovazione investirà anche le texture, sempre più sensoriali e raffinate, e il packaging”. Specifico anti-macchie è anche ‘Even Better Clinical Radical Dark Spot Corrector + Interrupter’, il nuovo siero potenziato di Clinique che contrasta visibilmente le macchie scure, le cicatrici da imperfezioni e le discromie sul viso, uniformandone il tono mentre lenisce le irritazioni per prevenire l’insorgere di nuove macchie. Come anti-macchia con effetto schiarente, Miamo propone la crema ‘Triple brightening’, con niacinamide al 5%, specifica per il trattamento delle discromie cutane come melasma/cloasma, macchie solari, macchie senili e macchie post-infiammatorie e il siero ‘Pigment control’. Lancaster ha sviluppato un duplice approccio al foto-invecchiamento: protezione e trattamento e grazie alla Full Light TechnologyTM offre un’ampia protezione, inclusa alla luce BL e IR che può contribuire all’iperpigmentazione in alcuni fototipi di pelle. Inoltre, questa tecnologia è combinata con un complesso schiarente che offre una soluzione completa che affronta la sovrapproduzione di melanina. Questa combinazione è presente nella nuova gamma del brand Sun Perfect. Inoltre, recentemente, Lancaster, ha lanciato una nuova gamma specificatamente dedicata alla lotta contro i segni del fotoinvecchiamento, Golden Lift. Collistar arricchisce la sua offerta con ‘Speciale Macchie’, una nuova linea formulata per prevenire, trattare e correggere le discromie cutanee, comprese le macchie solari e quelle legate all’iperpigmentazione. “Questa innovativa gamma – afferma Francesca Bottaccioli, R&D Director Beauty di Collistar – si basa sulla filosofia formulistica Smart Sun Protection®, che garantisce una protezione avanzata dai raggi uva, uvb, luce blu e infrarossi, contribuendo a ridurre lo stress ossidativo e contrastando gli effetti dannosi della radiazione solare sulla pelle. Il punto di forza della linea risiede nella selezione di attivi mirati, scelti per agire in sinergia sui diversi meccanismi responsabili della formazione delle macchie. L’acido tranexamico svolge un ruolo chiave nella prevenzione delle nuove macchie, grazie alla sua capacità di inibire la sintesi della melanina; la niacinamide esercita un’azione correttiva e illuminante, aiutando a ridurre le macchie già esistenti e contrastando lo stress ossidativo indotto dai raggi uv e dalla luce blu. A rendere questa formulazione ancora più speciale ed efficace è la presenza dell’Estratto di Fiore di Verbasco italiano, un ingrediente naturale che dona luminosità immediata alla pelle per un incarnato più uniforme e radioso”.

SPERIMENTARE CON L’AI
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando tempi e modi di sperimentazione dei nuovi prodotti cosmetici e dermatologici, e l’uso della pelle artificiale ne è un esempio concreto. “Grazie agli avanzamenti nell’AI e nella bioingegneria, le aziende possono ora testare in tempo reale l’efficacia di ingredienti e formulazioni su modelli di pelle sintetica altamente realistici – afferma Bottaccioli -. Utilizzando tecnologie come la computer vision e il machine learning, è possibile monitorare cambiamenti nella pigmentazione, nella struttura cellulare e nei livelli di idratazione con una precisione impensabile fino a pochi anni fa. Questo accelera il processo di ricerca e sviluppo, consentendo alle aziende di individuare rapidamente le formulazioni più efficaci prima di passare ai test clinici. Inoltre, l’AI permette di simulare come una certa formulazione potrebbe interagire con diversi tipi di pelle, tenendo conto di variabili come età, fototipo e predisposizione genetica all’iperpigmentazione o all’invecchiamento cutaneo. Questo approccio predittivo riduce i tempi e i costi della sperimentazione e aumenta la personalizzazione dei prodotti, rendendoli più efficaci per ogni specifica esigenza dei consumatori”.
Oltre alla sperimentazione, l’intelligenza artificiale sta trasformando anche l’esperienza dei consumatori con strumenti in grado di analizzare la pelle in modo ultra-personalizzato: “Software avanzati studiano la texture, le discromie e i segni del tempo, suggerendo trattamenti su misura”, dichiara Savani.
Clinique ha sviluppato delle partnership per sviluppare apparecchiature di intelligenza artificiale in grado di analizzare diversi parametri della pelle dei clienti, inserendo dei dati specifici, e di restituire un resoconto individuale e personalizzato che indichi i trattamenti più adatti, il tutto con il supporto del personale formato dall’azienda. “Oggi stiamo già utilizzando l’apparecchio Clinical Reality Macro che si basa su questa tecnologia”, afferma Pistoia riflettendo su quanto questa parte della consulenza skincare sia destinata a crescere in futuro e a incontrare il favore del pubblico che, rispetto al passato, si fida sempre più della tecnologia anche per l’estrema precisione che ha raggiunto.

Lo Scenario sarà disponibile sul numero 2 di Pambianco Beauty Magazine di Aprile/Maggio.

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