La piattaforma attiva nel settore dell’haircare professionale, dopo il passaggio al private equity PAI Partners, cresce nel mondo con nuovi brevetti e un’accelerazione sui marchi.
Nato dall’acquisizione e dal consolidamento di tre società: Pool Service nel 2012, Medavita nel 2015 e, dopo l’ingresso di Bluegem nel 2019, Panzeri, oggi z.one concept, nel 2020, il Gruppo Beautynova è passato da un fatturato di 80 milioni di euro nel 2020 con 14 milioni di Ebitda a 135 milioni nel 2023 con un Ebitda di 30 milioni. Uno sviluppo che riguarda tutte le divisioni e i business. Del fatturato totale, 32 milioni fanno capo al private label con una divisione denominata ‘Beautynova Elite’ che serve circa 140 clienti nel mondo.
“Poi abbiamo il mondo dei nostri brand che hanno totalizzato 100 milioni di euro”, afferma Stefano Banfo, CEO del Gruppo Beautynova sottolineando la rilevanza, nel raggiungimento delle positive performance, delle caratteristiche principali del Gruppo: la forza dell’innovazione e la proprietà di marchi con forte potenziale e riconoscibilità presso i consumatori, come milk_shake, Depot e Medavita, solo per citarne alcuni. “Siamo proprietari di circa 18 mila formule professionali alto performanti per capelli e abbiamo da poco depositato un nuovo brevetto che sarà attivo dal maggio 2025. Un grosso vantaggio competitivo per noi – chiosa Banfo -. Le nostre formulazioni rappresentano un’eccellenza nazionale all’interno di un settore del made in Italy che già si distingue nel mondo competendo con multinazionali, in sofferenza, e indie brand sempre più dinamici. Con questi ultimi spesso nel mirino di acquisizioni da parte dei colossi del beauty”.
Secondo il CEO, l’appeal sul consumatore fa la differenza perché il mercato mondiale dell’haircare professionale, che oggi vale circa 13 miliardi di euro, sta crescendo a tassi del 5-7 per cento. Una crescita guidata dai Paesi emergenti, ma in grandissima parte in Europa e in America dallo sviluppo dei prodotti professionali al di fuori del canale professionale. Negli Stati Uniti Beautynova ha realizzato lo scorso anno un fatturato di 23 milioni, “ma il potenziale è molto maggiore – spiega Banfo – in questo mercato ci aspettiamo di crescere notevolmente. Motivo per cui in America abbiamo rifondato tutto il team che sta imprimendo un’accelerazione interessante nel canale professionale che resta la nostra priorità, ma anche nel retail e nell’online”. Per il full year 2024, Beautynova stima un’ulteriore crescita anche se leggermente frenata dalla Russia. “Sta andando bene la redditività che per quest’anno segna un miglioramento di 5 punti del margine – dichiara il CEO – già solo grazie alla nostra nuova fabbrica moderna, avviata nel giugno 2023, che ci ha permesso di abbattere i costi di produzione”. Buona parte di questa redditività è stata reinvestita, in accordo con gli azionisti, nel rafforzamento della squadra e dei prerequisiti per “decollare” a partire dal 2025, oltre che nelle politiche di welfare a cui teniamo particolarmente.
L’obiettivo del Gruppo è raddoppiare entro quattro anni il fatturato con una crescita organica che deriverà per oltre la metà dall’America, soprattutto dal canale professionale. Sulla parte private label, Banfo ritiene ci sia la possibilità di una crescita anche inorganica, mantenendo però il focus haircare. Il Gruppo, che lancia centinaia di nuovi articoli ogni anno, nel 2023, tra marchi propri e conto terzi, ha raggiunto le 1.200 nuove Sku. Nel business di Beautynova, il connubio tra private label e brand propri crea utili sinergie, con i primi che contaminano culturalmente i secondi portando influenze e know-how dai diversi Paesi e mercati e per la massa critica, afferma Banfo, “il fatto di avere laboratori dimensionati per produrre centinaia di nuove formule ogni anno va a vantaggio anche dei nostri brand”.
Ma lo sviluppo di Beautynova non prescinde dall’approccio sostenibile, negli ultimi tre anni in particolare l’azienda ha intrapreso un percorso di miglioramento continuo sul fronte ambientale, dimezzando l’emissione di CO2 delle proprie fabbriche e mettendo in atto una politica di risparmio dell’acqua impiantando un depuratore che permette di reimmetterla nel processo produttivo. Le operazioni di m&a hanno segnato l’inizio della storia di Beautynova e ad esse il CEO fa risalire i momenti di accelerazione del business, spiegando però che l’aspetto manageriale più complesso è il dopo, quando bisogna integrare le realtà acquisite e farle lavorare insieme.
Tra le leve dello sviluppo c’è il digitale, con un percorso di trasformazione che ha visto l’introduzione del nuovo Erp che ha ridisegnato ed efficientato i processi interni, frutto di un investimento di 4 milioni di euro. “I nostri azionisti ci hanno seguiti in una serie di investimenti che sono ammontati a 20 milioni tra il 2022 e il 2023”, commenta orgoglioso Banfo. “Ora PwC ci sta aiutando a trasferire i processi sul nuovo sistema, a migliorarli, in particolare nell’area del Sales and Operations Planning, e ad affrontare l’AI. Anche le competenze di player finanziari internazionali come Bluegem e PAI ci hanno permesso di sviluppare il digitale traendo vantaggio da altre loro partecipate, analizzandone il modello di business, imparando ad esempio come si comunica e si vende online accrescendo la notorietà dei marchi, a beneficio anche dei saloni. Questi player sono partner importanti nella valutazione ed elaborazione delle strategie legate a practice specifiche, da quelle finanziarie all’Esg”.
Per cogliere le opportunità future è, però, essenziale tenere separate le aree di intervento di azionisti e manager. “Il mercato globale del professional hair care è previsto crescere del 7% entro il 2028, con un peso sempre importante di Nord America ed Europa, tuttavia con mercati Emergenti (quali Middle East e Sud Africa) e America Latina, previsti crescere a doppia cifra – afferma Elena Borghi, Partner PwC Italy Beauty Deals Leader -. L’attenzione rivolta alla ‘skinification’ del capello e un consumatore pronto a sperimentare nuovi prodotti e a personalizzare la propria routine, rappresentano un punto di svolta per il settore della cura del capello che porta le aziende più flessibili e innovative a sfruttare questa opportunità di crescita. In questo contesto, gli investitori finanziari guardano con particolare attenzione alle aziende del settore, dove sono già state chiuse diverse operazioni di M&A (oltre a Beautynova, Ymenso, Nashi, Cotril, HSA), concentrandosi su marchi solidi, o aziende con un potenziale di scalabilità su nuovi mercati o prodotti”.



