
Duecentocinquanta aziende nel 2014, contro le 215 del 2013, 104 negozi online rispetto ai 70 dell’anno precedente con una crescita del 49 per cento. E poi 105 profumerie contro i 43 esercizi del 2013 con un balzo in avanti del 114 per cento. Sono i dati presentati nel Report Bio Bank 2015 relativi al settore della cosmesi naturale e della eco-detergenza certificate.
“Sono una trentina i negozi virtuali aperti direttamente dalle aziende di produzione e distribuzione, altrettanti quelli avviati da punti vendita e circa una cinquantina gli shop solo virtuali”, si legge nel documento. Sul fronte delle profumerie, il rapporto registra la nascita di catene in franchising nonostante la specializzazione in questo settore sia un trend piuttosto recente.
Dall’analisi del comparto emerge una domanda in aumento, “grazie all’accresciuta sensibilità verso la tutela della salute e dell’ambiente, e un’offerta sempre più ampia con prodotti di ogni tipo per la cura della persona, dalle creme viso alle linee per bambini, e per l’igiene della casa”. Articoli che si trovano nei negozi specializzati di alimenti biologici, nelle bioprofumerie, nelle erboristerie, nei siti di e-commerce dedicati – rileva il rapporto che raccoglie le statistiche sul biologico italiano – sugli scaffali di iper e supermercati e nelle profumerie tradizionali che si stanno avvicinando al comparto.
