Il Gruppo Davines continua a crescere e chiude il 2021 con un fatturato di 192 milioni di euro, in crescita del 26% rispetto al 2020. Nonostante l’impatto negativo inferto dalla pandemia al settore della bellezza professionale, l’azienda guidata dal presidente Davide Bollati e dall’amministratore delegato Anthony Molet non si è fermata e ha confermato anche nel 2021 la crescita a doppia cifra che lo ha contraddistinto negli ultimi 11 anni.
Nel 2021, l’export ha rappresentato un traino per il posizionamento internazionale del gruppo, rappresentando l’80% dei ricavi in crescita del 29% rispetto all’anno precedente, con Stati Uniti e Canada come mercati principali.
Se da un lato il Nord America si conferma il mercato principale per Davines con un incremento del 31%, l’Europa ha presentato risultati positivi, con il Regno Unito in testa (+53%), seguito dalla Francia (+39%) e dal mercato italiano che, con un incremento del 16% rispetto al 2020, continua a registrare buone performance. L’azienda con sede a Parma fino ad oggi ha aperto sette filiali nel mondo tra New York, Londra, Parigi, Città del Messico, Deventer, Hong Kong e Shanghai ed esporta in 90 paesi i prodotti dei due brand, basati su processi di formulazione e produzione che avvengono interamente a Parma, presso i sette laboratori del gruppo.
A livello globale, ottimi risultati anche dei ricavi derivanti dalla vendita dei prodotti dei due brand del gruppo, Davines per l’haircare e [comfort zone] per lo skincare, che hanno registrato un incremento del 22%. “Il 2021 è stato un anno davvero eccezionale per il nostro Gruppo- commenta Davide Bollati -. Davines Group ha una presenza internazionale sempre più estesa e in uno scenario globale in continuo mutamento, le scelte coerenti e coraggiose che abbiamo fatto sono state riconosciute dal mercato. Tutto questo è possibile grazie all’impegno degli oltre 700 collaboratori che ogni giorno ci sostengono nel percorso intrapreso in quanto B Corp e società benefit, dove l’azione di ognuno deve avere un impatto positivo sulle persone e sul pianeta che abitiamo”.

