La bellezza tricolore è sempre più cashless. Secondo l’Osservatorio di SumUp, nel 2021 l’uso del cashless si è rafforzato: il valore del transato medio cashless dei commercianti è cresciuto del 43,6% e il numero medio di transazioni per esercente di quasi il 70%. Sempre più piccolo lo scontrino medio, che scende sotto i 50 euro. Gli scontrini ‘cashless’ inferiori a 5 euro crescono del 67%. Nello specifico è stato il settore beauty e gli esercenti legati al mondo della bellezza e barber a registrare la crescita cashless più importante nel corso dell’anno, sia per quanto riguarda il transato medio, che per il numero di transazioni (+46,4% per transato medio rispetto al 2020; +61,3% per numero di transazioni rispetto al 2020).
In particolare, oltre la metà dei commercianti italiani sottolinea di aver notato nel corso dell’anno un cambio di comportamento da parte dei propri clienti, che nel 53% dei casi sono più propensi a pagare senza contanti. A dimostrarlo anche i numeri del cashless: secondo SumUp, infatti, il valore del transato medio cashless dei commercianti è cresciuto nell’ultimo anno del 43,6% rispetto al 2020 e, confrontando il 2021 con il 2019, si osserva un aumento del 53,3%. Il trend viene confermato anche dal numero medio di transazioni per esercente: confrontando il 2021 con il 2020, la crescita è del 69,1%, che sale a 99,3% rispetto al 2019.
In generale, secondo l’analisi di SumUp, stanno diventando sempre più popolari le transazioni digitali per i piccoli pagamenti. In particolare, le transazioni inferiori a 5 euro hanno registrato una crescita significativa del 67% nel 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli scontrini tra i 6 e i 10 euro sono invece saliti del 22%, mentre al contrario quelli tra i 10 e i 50 euro sono diminuiti del 3%. A livello nazionale, lo scontrino medio si è di fatto assestato sui 43,7 euro, scendendo del 15% rispetto al 2020 quando era di 51,4 euro. I commercianti si dicono inoltre per la maggior parte ottimisti pensando agli acquisti delle festività: il 43% prevede di raggiungere lo stesso fatturato del pre-Covid e il 17% addirittura maggiore. Guardando al 2022, oltre la metà dei commercianti prevede la crescita della propria attività, mentre un terzo ha espresso preoccupazione per le nuove restrizioni o misure che potranno avere ripercussioni sulle vendite. Ad ogni modo, il 25% sta pianificando di digitalizzare ulteriormente la propria attività.
“In questi ultimi due anni – spiega Umberto Zola, country growth lead Italia di SumUp – sono cambiate le abitudini sia da parte dei commercianti che dei consumatori: da entrambe le parti i pagamenti digitali vengono sempre più apprezzati per motivi legati alla sicurezza e alla comodità. Gli incentivi messi in campo da parte del governo, come il cashback di Stato nel primo semestre e il nuovo credito d’imposta ora, hanno senz’altro dato una spinta alla digitalizzazione dei pagamenti”.

