La Cina potrebbe scappare di mano ai brand occidentali. Secondo l’ultimo report di Mintel Group, ‘Facial Skincare 2016’, le consumatrici di questo Paese preferiscono acquistare brand asiatici di bellezza, come quelli delle aziende Pehchaolin Daily Chemical Co. e di Shanghai Shangmei Cosmetics, piuttosto che i marchi occidentali. Investimenti in marketing, e soprattutto nell’e-commerce, hanno permesso a queste due aziende di crescere in modo consistente negli ultimi 5 anni, senza che abbiano dovuto aprire ulteriori punti vendita. Secondo Chinadaily.com, il prodotto più usato dalla popolazione cinese è il detergente per il viso, ma in seconda posizione la maschera facciale ha sostituito la crema idratante. Il 33% del campione intervistato (internet user tra 20 e 49 anni) ha affermato di avere acquistato negli ultimi 6 mesi soprattutto brand sudcoreani, spesso pubblicizzati da attrici asiatiche, il 23% invece ha preferito marchi cinesi. In terza posizione, il beauty giapponese è stato prescelto dal 18% delle cinesi, mentre l’11% ha dato la sua approvazione ai cosmetici francesi.
Nello specifico, il mercato dello skincare viso in Cina vale 91 miliardi di yuan (13,7 miliardi di dollari nel 2015), in crescita dell’11,5 per cento. La domanda si orienta verso prodotti anti-aging e anti-pollution.

