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Obiettivo nutricosmetica: metabolic beauty

Ph. da Unsplash

Obiettivo nutricosmetica: metabolic beauty

by Paola Cassola
15 Giugno 2026

Il mercato globale dei nutricosmetici vale oltre 10 miliardi di dollari e si stima un’ulteriore crescita nel 2026. a trainare sono i consumatori più giovani.

Il mercato della nutricosmetica, ovvero degli integratori alimentari e prodotti funzionali destinati a migliorare la salute di pelle, capelli e unghie dall’interno, sta attraversando una fase di crescita significativa a livello globale. I dati di Mordor Intelligence riportano un valore di mercato di 10,05 miliardi di dollari nel 2025, con la previsione di raggiungere 10,29 miliardi nel 2026 e crescere fino a 15,34 miliardi entro il 2031, registrando un tasso di crescita annuo composto (CAGR) dell’8,31%. Il Nord America guida attualmente il mercato con una quota del 48,47% nel 2025, mentre l’Asia-Pacifico si conferma l’area a maggiore potenziale di sviluppo, con il CAGR regionale più elevato, pari al 9,45% fino al 2031. A dominare la distribuzione restano i negozi fisici specializzati in salute e bellezza, che nel 2025 hanno generato il 38,23% dei ricavi del mercato. Il ruolo del retail tradizionale rimane centrale grazie alla presenza di personale qualificato, strumenti diagnostici in store e alla possibilità di orientare il consumatore nella scelta dei prodotti. Tuttavia, la crescita più sostenuta è attesa nei canali digitali: online retail e direct-to-consumer sono previsti in aumento con un CAGR del 10,27% fino al 2031. I consumatori più giovani, Millennials e Gen Z, rappresentano la maggioranza degli utilizzatori di nutricosmetici, mostrando una disponibilità a pagare il 60% in più per prodotti scientificamente comprovati rispetto alle fasce demografiche più anziane. L’hashtag #BeautySupplements su TikTok ha superato 1,2 miliardi di visualizzazioni, con trend virali come lo ‘skin cycling’ che combinano principi attivi topici con integratori orali, incrementando le vendite intercategoria.

METABOLIC BEAUTY & BIOACCESSIBILITÀ
Metabolic Beauty e bioaccessibilità sono le parole chiave dell’attualità in fatto di integrazione cosmetica: la prima coniuga l’integrazione per via sistemica con cosmetici topici per influenzare il metabolismo cellulare, migliorare idratazione, resilienza cutanea e altri parametri fisiologici con benefici misurabili nel tempo. Mentre la bioaccessibilità mira a ottimizzare le capacità di un principio attivo di essere rilasciato, assorbito e reso disponibile per l’azione nel corpo. “Parlare di Metabolic Beauty significa adottare una visione della pelle profondamente integrata con la fisiologia dell’organismo – spiega Camilla D’Antonio co-founder e direttrice scientifica di Miamo -. La pelle non è più considerata esclusivamente come un target estetico, ma come un organo metabolicamente attivo, la cui funzionalità dipende da processi biologici sistemici come lo stress ossidativo, l’infiammazione cronica a bassa intensità e l’efficienza mitocondriale. In questo senso, l’approccio che sviluppiamo si basa sull’integrazione tra cosmetica topica e nutraceutica. I prodotti topici agiscono localmente, migliorando la funzione barriera, idratazione, volume e i meccanismi di difesa cutanea, mentre la nutraceutica interviene su pathway sistemici che influenzano in modo indiretto ma significativo la qualità della pelle. Questo consente di ottenere un miglioramento progressivo e misurabile nel tempo, non solo in termini di aspetto, ma anche di parametri funzionali come elasticità, resilienza e uniformità dell’incarnato. All’interno di questo modello, la bioaccessibilità assume un ruolo centrale. Non è sufficiente selezionare attivi con comprovata efficacia teorica: è essenziale garantire che questi siano effettivamente rilasciati, assorbiti e resi disponibili a livello sistemico. Per questo motivo, nello sviluppo delle formulazioni nutraceutiche lavoriamo su forme chimiche a elevata biodisponibilità, su tecnologie di veicolazione avanzate e su sinergie tra ingredienti che ne ottimizzino l’assorbimento e la stabilità. Solo in questo modo è possibile tradurre il potenziale di un attivo in un beneficio biologico concreto e misurabile”. “Gli integratori dermocosmetici agiscono dall’interno apportando nutrienti e composti bioattivi che modulano i principali meccanismi cellulari e metabolici coinvolti nella salute della pelle, come la sintesi del collagene, la risposta allo stress ossidativo, l’equilibrio della barriera cutanea e del suo microbiota – aggiunge Pietro Oriani, amministratore delegato di Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. -. Sono importanti perché agiscono alla base di questi processi ovvero sulle cause e non solo sui sintomi, integrandosi con i cosmetici per un’azione sinergica più completa, efficace e duratura.
La bioaccessibilità si riferisce alla quantità di un nutriente contenuto per esempio in un integratore alimentare, che è resa disponibile per passare attraverso la barriera intestinale ed entrare nella circolazione sanguigna. La bioaccessibilità degli ingredienti attivi è influenzata da diversi fattori, come le loro caratteristiche chimico fisiche, l’interazione con gli altri componenti dell’integratore stesso e la capacità dell’apparato digerente di liberarli durante il processo di digestione. Migliorare la bioaccessibilità è un obiettivo chiave per ottimizzare i benefici nutrizionali dei prodotti. Fondamentali sono la solubilizzazione, dispersione e assorbimento dei componenti attivi, favoriti da una attenta selezione della forma farmaceutica, di ingredienti, eccipienti e additivi”. Anche per Guna metabolic beauty e bioaccessibilità sono due pilastri inscindibili nello sviluppo di nuove soluzioni nutraceutiche. “La nostra linea ‘In & Out’ si avvale del Dermacollagene Neorland come elemento comune a tutti i prodotti per creare una sinergia tra approccio sistemico e azione a livello topico – afferma Marco Ferro, marketing director di Guna -. La tecnologia di liofilizzazione utilizzata per produrre il Dermocollagene Neorland, consente di preservare l’integrità della materia prima di origine, il collagene da derma, mantenendo le componenti biologicamente attive tra cui gli esosomi: nano e microvescicole carriers naturali di sostanze attive coinvolte nella regolazione della funzionalità della pelle. Questa è la nostra strategia vincente per il benessere e la bellezza della pelle. Dermoguna integratore in capsule garantisce un assorbimento di ingredienti utili al mantenimento di una pelle sana e della sintesi di collagene partendo dall’interno. Dermoguna crema corpo e siero viso lavorano direttamente sugli strati superficiali della pelle grazie all’applicazione Out. Il nostro approccio integrato si fonda su fisiologia e scienza, tenendo conto della complessità del nostro corpo e dell’ambiente che ci circonda non sempre ottimale per la salute della nostra pelle”. A confermare lo spostamento della bellezza verso un concetto di salute metabolica, dove il risultato estetico è la conseguenza di un equilibrio più profondo tra infiammazione, energia cellulare e risposta individuale, è Cantabria Labs Difa Cooper che, secondo le parole del’AD Stefano Fatelli vede come “in questo scenario, la differenza non la faccia più l’ingrediente trend-driven, ma la sua reale capacità di funzionare. Questo implica lavorare su attivi selezionati, nelle giuste concentrazioni, e soprattutto sulla bioaccessibilità”. La nutraceutica applicata alla cosmetica diventa quindi rilevante, secondo Fatelli, quando è in grado di lavorare su un target preciso e di dimostrarne l’efficacia con risultati misurabili, anche in sinergia con i trattamenti topici. “È proprio questa integrazione in&out che consente di generare un impatto più strutturale e duraturo sulla qualità della pelle – prosegue Fatelli -. Per noi, però, il vero elemento distintivo resta la capacità di supportare tutto questo con evidenze cliniche solide: è qui che si gioca la credibilità e il valore nel medio-lungo periodo”.

FARMACIA CANALE PRIVILEGIATO
La farmacia si conferma il principale canale di vendita degli integratori nutricosmetici, concentrando oltre il 54% del fatturato del mercato. Secondo le aziende intervistate questo dipende dalla necessità, data la tipologia di prodotti, di una consulenza specialistica per comprenderne le funzionalità. La farmacia continua a rappresentare un canale di riferimento per la dermocosmesi e la nutraceutica, in quanto coniuga autorevolezza, professionalità scientifica e capacità consulenziale. In un ambito come questo, in cui i protocolli sono sempre più articolati e personalizzati, la presenza del farmacista è fondamentale per guidare il consumatore nella scelta e nell’utilizzo corretto dei prodotti. “Per noi, e in particolare per la nutraceutica, la Farmacia non è solo un punto vendita, ma un vero e proprio presidio sanitario in grado di facilitare la comprensione dei meccanismi d’azione e migliorare l’aderenza ai protocolli – sottolinea D’Antonio -. Accanto a questo, stiamo sviluppando un approccio sempre più integrato con il digitale, con l’obiettivo di accompagnare il consumatore in modo continuativo e coerente su tutti i touchpoint”. “Nel 2025 la Farmacia ha registrato una buona performance con valori positivi sia a valore che a fatturato – evidenzia Ferro – in quanto è percepita come il canale più affidabile per prodotti legati a salute e bellezza. Infatti, la consulenza del farmacista è un driver decisivo d’acquisto. Da segnalare che l’online cresce rapidamente, ma resta complementare”. “Tuttavia – dichiara Oriani – la sua leadership appare meno stabile rispetto al passato. La quota valore e volume è in progressiva riduzione, a favore di canali alternativi come Iper e Super senza corner che sono passati da una quota del 13% al 26% negli ultimi due anni. La farmacia mantiene quindi un ruolo centrale, ma non più esclusivo”. (Fonte: New Line, Mercato Integratori Italia, 5 canali Farmacia, Parafarmacia, Online e Mass Super+Iper con e senza Corner, aggiornato a febbraio 2026. I dati si riferiscono ai MAT annuali, ndr).

STRATEGIE RESILIENTI
Le aziende specializzate nel settore dichiarano un buon andamento nel 2025 e stimano un’ulteriore crescita per l’anno in corso, sebbene siano concordi nel riconoscere che le incertezze globali stiano impattando negativamente su tutti i consumi. Per Cantabria Labs Difa Cooper, che ha chiuso il 2025 con un fatturato di 62 milioni di euro, in crescita del 10,5% rispetto ai 56 milioni del 2024, l’obiettivo è di raggiungere i 68 milioni, nonostante il contesto geopolitico attuale che “introduce un livello di complessità maggiore, soprattutto per quanto riguarda supply chain, costi e stabilità dei mercati – afferma Fatelli -. In risposta, stiamo rafforzando il presidio su tre fronti: continuità e costo della logistica, disponibilità delle materie prime critiche e disciplina nella gestione degli investimenti. La nostra esposizione prevalentemente europea ci consente di contenere gli impatti diretti nel breve periodo, ma il rallentamento della crescita richiede un approccio ancora più selettivo sulle priorità commerciali. Parallelamente, stiamo sviluppando il mercato statunitense, che rappresenta una leva di crescita importante ma ancora in fase di costruzione, e che richiede quindi una lettura attenta dello scenario. In sintesi, il contesto non cambia la direzione strategica, ma aumenta il livello di attenzione su execution, efficienza e allocazione delle risorse”.
Risultati e prospettive positivi anche per il Gruppo Fine Foods che ha dimostrato resilienza nel 2025, chiuso a oltre 252 milioni di euro. Gli investimenti già effettuati e quelli pianificati, permettono al Gruppo di guardare al futuro con fiducia e determinazione, pronto a trasformare le sfide del mercato in nuove opportunità di valore, sostenendo così la propria crescita di medio e lungo periodo. “L’anno in corso sarà caratterizzato dall’entrata in operatività dell’ampliamento del sito farmaceutico di Brembate, che inizierà a generare i primi ricavi proprio nel corso del 2026, agendo da volano per la nostra capacità produttiva futura – afferma Oriani -. Inoltre, la diversificazione su tre aree di business, seppur sempre più integrate e sinergiche come la convergenza tra prodotti cosmetici e integratori, si riconferma il pilastro strategico di Fine Foods: un asset distintivo capace di supportare la top line garantendo stabilità e resilienza strutturale in momenti macroeconomici di incertezza”.
Guardando avanti, Fine Foods punta a consolidare il proprio posizionamento di ‘Invisible Expert’, agendo come partner strategico che trasforma le competenze scientifiche e tecnologiche in soluzioni concrete per i brand dei propri clienti, gestendo l’intera complessità dei processi di sviluppo e produzione per una vasta gamma di forme farmaceutiche: dalle polveri e i granuli alle forme solide, fino alle soluzioni semisolide e liquide integrate grazie all’acquisizione di Sofar da Alfasigma. Inoltre, individua nella crescente integrazione tra Pharma, Nutraceutica e Cosmetica la principale leva di crescita: “È proprio questa contaminazione tra mondi diversi che consente al Gruppo di innovare, ampliare la base clienti e posizionarsi su progetti di maggiore valore”, conclude Oriani.
Per Miamo, pur in presenza di uno scenario macroeconomico complesso, caratterizzato da incertezze globali, la domanda rimane solida e resiliente. In questo contesto – afferma D’Antonio -, guardiamo al 2026 con un approccio prudente ma positivo, con l’obiettivo di mantenere una crescita a doppia cifra, sostenuta dall’innovazione, dall’espansione internazionale e dal rafforzamento del brand”. La strategia futura di Miamo si fonda su un’evoluzione coerente del modello che ha costruito. “La ricerca e sviluppo continuerà a rappresentare un pilastro centrale, con un focus crescente sulla nutraceutica e sulla validazione scientifica dei protocolli integrati. Parallelamente, l’internazionalizzazione sarà un driver fondamentale, con l’obiettivo di portare questo approccio anche in mercati ad alto potenziale, adattandolo alle specificità locali. Un altro elemento chiave è l’educazione, perché riteniamo che la crescita del settore passi necessariamente attraverso una maggiore consapevolezza, sia da parte dei professionisti sia dei consumatori finali. Infine, la personalizzazione rappresenta una delle aree più rilevanti di sviluppo: l’obiettivo è costruire protocolli sempre più mirati, basati su dati e supportati dall’innovazione tecnologica, in grado di rispondere in modo preciso alle esigenze individuali”.
Per Guna, infine, nonostante il rallentamento dell’automedicazione in farmacia, gli obiettivi restano di crescita su questo comparto sulla scia del trend positivo del mercato della Dermocosmesi, unito a una strategia integrata che combina il presidio del canale farmacia con l’informazione medica su target selezionati. “Tra i nostri obiettivi strategici futuri – conclude Ferro – c’è sicuramente il rafforzamento della brand awareness, anche nel settore della dermocosmetica e della medicina estetica, dove vediamo un forte potenziale di crescita. Allo stesso tempo, puntiamo a consolidare il nostro posizionamento come interlocutore credibile e scientificamente autorevole, sia per il farmacista che per il medico, ampliando la visibilità del brand e valorizzando sempre di più il nostro approccio di Medicina dei Sistemi. Un approccio che considera il paziente come un sistema complesso, un’unità integrata, in cui mente, corpo, emozioni e dimensione biologica interagiscono tra loro”.

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