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I colossi del lusso ridefiniscono il futuro del beauty

by David Pambianco
31 Marzo 2025

Il recente ingresso di Louis Vuitton nel mondo della cosmesi di lusso conferma una tendenza ormai consolidata: i global brand del luxury stanno ampliando sempre più il loro raggio d’azione nel settore beauty, proprio perché questo ambito extra-moda, oltre a essere uno dei pochi settori anticiclici, garantisce ormai ai marchi volumi e redditività rilevanti, anche per l’andamento dei titoli in Borsa. Inoltre, è un settore caratterizzato da continui lanci di nuove referenze e dalla capacità – cruciale in un momento storico come questo – di intercettare il consumatore aspirazionale che, complice il rialzo dei prezzi nel segmento accessori di lusso, in molti casi si è allontanato dagli acquisti nel core business del brand, ma potrebbe invece restare fedele al marchio grazie al pricing meno proibitivo dell’offerta, sempre di lusso, del make-up. L’interesse da parte dei global brand del lusso verso l’extra settore ricorda quanto già avvenuto nel segmento eyewear, con i grandi gruppi che per anni hanno fatto crescere e prosperare i licenziatari, per poi organizzarsi per gestire internamente l’intero business degli occhiali. Di fronte a questo trend, non stupisce che i colossi della bellezza abbiano già risposto con operazioni di m&a rivolte ad alcuni global brand della moda. Antesignano di questa strategia è stato Puig, che controlla i marchi Nina Ricci, Paco Rabanne e Jean-Paul Gaultier. Allo stesso modo, Estée Lauder ha investito nel segmento luxury con l’acquisizione del marchio Tom Ford nel novembre 2022 per 2,8 miliardi di dollari, consolidando la sua presenza nel mercato premium e rafforzando la sinergia tra moda e cosmesi. Anche L’Oréal ha scelto di muoversi in questa direzione, annunciando a febbraio una partnership con il marchio di moda Jacquemus, acquisendo una partecipazione di minoranza nella casa di moda indipendente. Dunque, se è vero che i brand premium storici continuano a godere di una solida base di clienti fedeli, a tendere non è escluso che le conglomerate del beauty a cui fanno capo possano decidere di portare avanti acquisizioni nel mondo della moda, in virtù del peso crescente del business dei fashion brand nella bellezza. In questo scenario, il confine tra moda e bellezza si fa sempre più labile, dando vita a un ecosistema in cui il lusso si esprime in modo sempre più trasversale e integrato.

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